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E il panico è fuggito Una vita tormentata, un incontro fatale, un percorso n. 2-3 Aprile-Settembre 2008 alla ricerca di se stesso, la ritrovata voglia di vivere Rivista trimestrale della Lidap onlus Direttore Responsabile: Anna Maria Ferrari – Aut. Trib. di Parma n. 18/2002 del 4/6/2002 – n uomo non comune. Questo sono io.
a contatto con una parte di me che sentivo Sped. in abb. postale D.L. 353/2003 (conv. In Con una sensibilità estrema. Sensibi- soffrire, ma di cui non avevo coscienza. L. n. 46 del 27/2/2004) art. 1, c. 2, DCB Parma le e vulnerabile. Con una mente acuta Due anni esatti è durato il percorso insie- IN QUESTO NUMERO:
e pensieri veloci. Un'accelerazione me a loro. È stata dura, ma piano piano ho LA NOSTRA LINEA EDITORIALE
mentale che mi porta a capire e ad antici- ritrovato me stesso. Quel me stesso che DI GIUSEPPE COSTA .
pare gli altri, a terminare nella mia mente conoscevo bene ma non sapevo più dove LA STORIA DEL PANICO
i loro discorsi mentre stanno ancora par- fosse. E il panico è fuggito. Come un DI MARIO TROIANO .
lando. Ma anche a pensare troppo veloce- vigliacco di fronte a un avversario temibile.
mente nella solitudine. A consumarmi di Ciò che sono oggi: la simbiosi fra un bam- pensieri per un nonnulla.
bino e un adulto, l'incontro di tante facce in Una vita tormentata dal nervosismo infanti- un'unica persona: adesso non vorrei esse- FARMACI SÌ. FARMACI NO
le, dal senso di scontentezza, fino ai distur- re altro che ciò che sono. Si, potrei cam- DI SILVANO DEDALO .
bi ansiosi adolescenziali, e poi con la prova biare, potrei cadere ancora, ma potrei rial- più intensa: il primo attacco di panico. zarmi e continuare il cammino. Ho una Avevo 17 anni e mi stavo guardando allo solo possibilità: questa mia vita; e non me specchio; ho provato una paura scono- la gioco a dadi con il panico. Non voglio sciuta e terribile nel guardarmi. Si ripe- vincere, ma solo vivere. E lo sto facendo.
A CURA DI VALENTINA CULTRERA .
terà ancora e poi ancora. Poi la strada è EUGENIO DI TRAPANI
tutta in discesa e il dap diviene il vero pro- TERAPIE NATURALI
tagonista della mia vita. Evito tutto quan- IL TEMA AFFRONTATO IN QUESTO to penso mi faccia star male.
NUMERO (LA CURA) HA RICHIESTO
A 18 anni ho perso l'autobus per il mio UNA TRATTAZIONE AMPIA E LA PIÙ futuro. La mia scelta adolescenziale di ESAUSTIVA POSSIBILE. PER QUESTO ABBIAMO RITENUTO UTILE scrivermi in medicina (passione mai esau- DEDICARE DUE NUMERI rita) non può essere soddisfatta. La sede ALL'ARGOMENTO. CI VEDREMO universitaria implica il soggiorno fuori AL NUMERO OTTOBRE/DICEMBRE! casa, e per me è impensabile. Rifiuto un DI ANNA PAPPALARDO .
ottimo posto di lavoro fuori provincia per-ché ho paura a stare da solo. Nei momentidi panico notturno dormo nel letto con i Oltre le terapie: la Cura miei genitori. Non credo di avere un futuro.
Vado avanti così, a intermittenza. Sonoseguito da uno specialista. I farmaci fun- è scegliere se stessi zionano. Li combino all'evitamento disituazioni potenzialmente scatenanti.
Una scelta consapevole nei confronti della propria esistenza Evito molte cose, non mi sposto dalla miacasa, faccio quello che posso.
na, una paradossale forma di dipendenza.
La vita va avanti, fra una terapia e l'altra.
Il DAP si affronta e si supera in molti modi, Alterno mesi di pausa e nuovi attacchi.
Tutto inizia da una decisione: la deci- sione di affrontare la situazione in lo sappiamo bene: non esiste una prescri- A 32 anni mi sposo, un anno dopo ho la modo sincero e diretto.
zione infallibile da applicare sempre e mia prima figlia, sei anni dopo la seconda.
La cura è un percorso da intraprendere e comunque, le forme in cui gli attacchi di Incominciano attacchi di derealizzazione va vissuto come tale, avendo ben chiaro panico si presentano sono varie e certa- fortissimi. A questo punto preciso della mia che a contare è l'obiettivo e non il metodo mente non standardizzabili, anche se vita incontro due donne, due medici. Una mi per raggiungerlo. Voglio sottolineare que- hanno caratteristiche comuni. Ogni indivi- solleva chimicamente dai sintomi con sto perché spesso il rischio è che la terapia duo vive la sua particolare esperienza che pazienza e tanta tenerezza. L'altra mi mette diventi fine a se stessa e crei, nella perso- va quindi rispettata nella sua unicità.
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osato andare oltre il DAP, affrontando diret- un'ampia riflessione sul panico, il suo Il primo passo è certamente la consapevo- tamente la situazione di potenziale "perico- significato per la persona e i modi per lezza e la volontà di guardare in faccia il lo", ovviamente con il giusto supporto. La affrontarlo. Uno sguardo trasversale che panico: sembra un pessimo gioco di paro- fuga o la passiva accettazione non condu- non può che concludersi con invito alla le, ma siamo consapevoli di quanto questo cono da nessuna parte se non in un circo- passaggio sia difficile e fondamentale insie- lo perverso perché, come già sottolineato, Anche Pietro Spagnulo in "Alla riscoper-
me: è una situazione mista di chiusura det- è la scelta di reagire, quell'alzarsi in piedi ta di se stessi" ribadisce le possibilità
tata dalla paura e desiderio di aprirsi per fisico e metaforico che conduce oltre offerte dal DAP per scoprire il proprio sé: condividere e liberarsi di un oscuro peso.
l'attacco di panico, è l'atteggiamento indi- l'importante, però, rimane l'atteggiamento "Condividere" è certamente una delle
spensabile che va oltre ogni metodologia equilibrato nei confronti della terapia, evi- parole chiave e il gruppo di auto aiuto si
di cura adottata. Di più: è la chiave con cui tando di darsi tempi o scadenze.
rivela importante, talvolta decisivo: la perso- riprendere in mano la propria vita. Dobbia- La medicina e la psicologia quindi ci met- na interessata dal DAP si trova insieme ad mo esserne consapevoli.
tono di fronte a dibattiti estesi sulla solu- altri individui che, come lui, stanno vivendo Finora ho parlato del significato e dell'o- zione migliore per superare il DAP: negli o hanno vissuto un'esperienza simile. È un biettivo, di come la terapia debba essere articoli analizzeremo alcuni interessanti contesto protetto, in cui sentirsi meno fragili strumentale a questo sentiero. Negli articoli punti di vista.
e "giudicati", è la dimensione giusta che sti- che proponiamo in questo numero andia- Un approccio farmacologico corretto, è mola l'apertura e lo "sfogo" salutare. Il mo a focalizzare alcuni punti importanti.
importante per bloccare gli attacchi gli gruppo di auto aiuto diventa uno strumen- Giuseppe Ciardiello in "Psicoterapia e/o
panico e poter quindi iniziare quel lavoro to essenziale per diventare consapevoli di psichiatria" riflette sull'interrogativo "È
su se stessi che permetta di ritrovare la non essere soli e di essere colpiti da un meglio parlare del mio malessere con propria libertà ed autonomia superando la disturbo comune a molti, che non è espres- qualcuno o prendere un medicinale?". La paura della paura. La pillola non è un rime- sione della propria debolezza e fragilità. Un risposta sta certamente in un approccio dio sufficiente, ma è un punto di partenza disturbo che nasconde le potenzialità della che riconosca la complessità della perso- persona, non le distrugge.
na senza necessariamente implicare la Una serie di sedute di psicoterapia permet- Può essere un punto di partenza e con- necessità di operare una scelta tra farma- te, in taluni casi, di affrontare le proprie temporaneamente di arrivo, di certo non co e terapia della parola anzi, al contrario, paure ed i propri limiti (con la terapia cogni- esiste un iter obbligato per la guarigione e tivo comportamentale) ed in altri una cono- neppure una tempistica da rispettare.
"Farmaci si, farmaci no" di Silvano
scenza maggiore del proprio io (con la tera- Come leggerete in uno degli articoli in Dedalo punta l'attenzione contro il "fai da pia dinamica-analitica), ma anche qui non questo numero, non ci deve essere te" dei medicinali, sottolineando al contra- siamo di fronte ad un rimedio sufficiente.
un'"ansia di guarigione" perché ciascuno rio un utilizzo intelligente e soprattutto La svolta per la persona colpita da DAP ha diritto ad avere il suo ritmo e il suo per- accompagnato da un vero progetto di può avere forme e situazioni imprevedibili: corso. Il concetto è importante: il DAP è si guarigione e cambiamento.
quindi non sul come, perché l'approccio espressione di un allarme che scatta a tra- Giampaolo Perna in "Non solo geni, ma
deve essere olistico e riguardare tanto il dimento, ma è condizionato e condiziona anche geni" affronta un tema davvero
fisico quanto la mente.
il vissuto e le esperienze della persona, importante: il ruolo dei geni nei confronti Il concetto di approccio integrato passa
nasce come segnale che qualcosa è in del DAP. Semplificando: l'attacco di pani- proprio da qui. Una ragionata combinazio- disarmonia con l'equilibrio complessivo.
co si trasmette di genitore in figlio? Una ne tra psicoterapia e farmacoterapia
Limitarsi a tornare come prima della com- domanda che ovviamente ha un peso consente infatti di intervenire in modo parsa degli attacchi di panico, seppure specifico non banale. Nell' articolo vengo- completo, "lavorando" sia sulla qualità sembrerebbe già un traguardo importante, no portati numeri e statistiche, con una della vita (fortemente compromessa dai vuol dire perdere l'occasione di conoscer- conclusione: esiste una predisposizione sintomi) attraverso i farmaci, sia su un pro- si meglio attraverso la lente della sofferen- genetica al DAP ma, attenzione, predispo- cesso di comprensione del disturbo e za che il DAP crea. L'attacco di panico è sizione non significa presenza. Ad incide- recupero dell'autonomia e della libertà così un "disvelamento", un cono di luce re, in maniera comunque pesante, sono grazie alla consulenza di uno psicotera- per guardarsi meglio dentro, per capire e anche le condizioni ambientali in cui la peuta. Il DAP viene affrontato così a 360 capirsi. Sì, il DAP diventa un'opportunità persona vive. Entrambi gli aspetti vanno gradi e la persona partecipa attivamente importante per conoscerci in modo since- tenuti allora in grande attenzione per svi- alla sua guarigione, non è più l'oggetto
ro, gettando un'occhiata su angoli di noi luppare metodologie di guarigione sempre di una cura ma piuttosto la protagoni-
poco noti. Sta a noi, allora, saperlo affron- più ampie ed efficaci.
sta di un percorso.
tare con questa consapevolezza, sicuri In "Psicoterapie dei disturbi d'ansia"
Dobbiamo esser chiari: la pillola e la psi- che con la guarigione ritroveremo un equi- Nicola Ghezzani invece analizza i tipi di coterapia sono viste come due soluzioni in librio più vero e consapevole.
intervento in situazione di ansia e di DAP: chiave quasi contrapposta, una sorta di Non è semplice ma, ve lo assicuro insieme si può mirare "al contenimento e alla aut aut semplicemente assurdo.
a molti amici della Lidap, questo cammino gestione del sintomo oppure al cambia- Non siamo a un bivio dove, intrapresa la porta a esiti sorprendenti.
mento dell'intera personalità". Nell'articolo strada, non possiamo più tornare indietro La guarigione nasce anche da un atto di vengono poi commentate le diverse tecni- e dobbiamo per forza continuare sempre ribellione, di sfida, se vogliamo vederla che riconducibili ai due filoni.
così. Ho incontrato molte persone: nei loro "Senza prima bussare" è il titolo del con-
E questo è uno dei luoghi comuni più dan- racconti ho visto spesso come hanno tributo di Maurizio Montanari e raccoglie nosi. L'altro punto da ribadire è che cia- La nostra linea editoriale lcuni nostri lettori, nonché soci Lidap, ci hanno fatto perve- dire che Pan potrebbe essere come un grande gruppo di auto- nire alcune valutazioni critiche sull'impostazione degli ulti- mutuo aiuto che abbraccia tutti i Soci della Lidap… Naturalmen- mi 2 numeri di Pan (quelli della nuova serie, per intenderci).
te questo non è vero e non sarebbe comunque possibile, oltre che AViene rilevato un eccessivo spazio assegnato agli articoli dei fuorviante, rispetto alle autentiche dinamiche dei nostri gruppi ma consulenti e dei ricercatori Lidap rispetto a quelli dei soci che in è innegabile il conforto che può dare il sentimento di partecipa- passato, invece, avrebbero avuto più spazio. Intanto diciamo subito zione collettiva che si prova raccontando o leggendo del disagio o che le osservazioni, ancorché critiche, ci fanno sempre piacere sia del successo nell'affrontare un'esperienza di vita così particolare perché denotano interessamento al nostro impegno sia perché ci e complessa come è quella del disturbo da attacchi di panico.
permettono di migliorare il prodotto del nostro lavoro. Nello specifi- Ma Pan non può esaurire il suo ruolo in questo modo. Nell'articolo co, tali osservazioni ci danno la possibilità di illustrare il modo in cui sopra citato si diceva anche che "fin dalla sua nascita, nel 1991, la costruiamo il giornale e quale linea editoriale ci orienta.
Lidap ha inserito nei propri statuti la missione di fornire al più Nel numero 3/4 del dicembre 2007, presentando la nuova serie di vasto pubblico possibile un'informazione corretta sulle problema- Pan, avevamo scritto che "non abbiamo mai negato, scientemente, tiche legate al Dap" e questo spiega perché nella nostra rivista la pubblicazione di un articolo o una lettera che ci perveniva dai diamo spazio ai contributi dei collaboratori scientifici della Lidap Soci o dai Lettori"! Questo impegno rimane nella misura in cui, o dei professionisti delle scienze o delle culture che in qualche però, Soci e Lettori ci inviano i loro contributi e questo flusso, dob- modo riguardano le nostre problematiche. Con la nuova serie di biamo dire, non sempre è costante. Sia la redazione che il Diretti- Pan queste collaborazioni sono state sistematizzate e meglio strut- vo Lidap svolgono una costante azione di sollecito nei riguardi del turate e questo ha dato più peso al loro apporto piuttosto che la corpo associativo affinché il flusso di contributi dalla "base" sia loro quantità rispetto a prima (credo che sia questo che ha pro- continuo ma non sempre tale azione ottiene i risultati auspicati.
dotto una diversa percezione dei contributi professionali che alcu- Questa è una delle ragioni per cui in alcuni numeri di Pan posso- ni nostri lettori hanno lamentato!). È vero, a volte sono articoli osti- no prevalere in quantità i contributi dei consulenti e ricercatori ci a una facile lettura ma, indipendentemente dalla singole capa- Lidap. Quindi colgo questa occasione per sollecitare ancora tutti cità espositive, la materia che trattano, e che ci riguarda, è spesso coloro che ci leggono e che vogliono far conoscere le loro storie di difficile come è "difficile" e "complesso" il nostro problema! È un inviarci i loro articoli o semplici osservazioni, anche critiche, per- percorso, però, a cui non possiamo rinunciare sia per compiti sta- ché questo rappresenta uno dei due pilastri del nostro periodico.
tutari sia per buon senso: che giornale sarebbe il nostro se si ridu- Abbiamo detto che il contributo dei Soci è un "pilastro" di Pan e cesse a registrare solo le esperienze dei Soci senza gettare lo in questa proposizione prende corpo uno dei compiti statutari sguardo oltre il sintomo? Sarebbe come quei gruppi che non rie- della Lidap, cioè quello della condivisione e della solidarietà; pen- scono a superare la fase iniziale in cui si è incentrati nel racconto siamo infatti che raccontare la propria esperienza sia un modo dei sintomi e nelle illustrazioni delle peculiarità di ogni farmaco; non solo di condividere un proprio particolare cammino di vita, ma fase quasi d'obbligo, direi, finalizzata certamente ad assaporare anche quello di dare e ricevere solidarietà! Qualcuno si è spinto a segue a pagina 26
scuna opzione ha i suoi pro e i suoi con- sto e all'interno di un vero percorso verso aiuto si è ripetutamente dimostrato come
tro, da tenere in debita considerazione.
il superamento del DAP.
snodo decisivo, per varie ragioni ma in
L'affidarsi al farmaco passivamente come se Il gruppo di auto-mutuo aiuto si inseri-
primo luogo, probabilmente, perché guarda agisse magicamente è un errore allo stesso sce come cornice ulteriore. Le esperienze con intensità e con priorità all'individuo.
modo che impegnarsi in un programma psi- condivise vengono catalizzate da un faci-
Non fissiamoci, allora, su posizioni e pre- coterapeutico che non abbia chiari gli obiet- litatore che non può e non deve espri-
concetti, teniamo in primo piano la perso- tivi ed i tempi con rischio di durare anni mere giudizi sulle modalità di trattamento na e la sua dimensione. Non dimentichia- senza arrivare ad una soluzione.
(è meglio il farmaco o è meglio la psicote- moci che lottiamo contro un disturbo che La persona colpita da DAP non deve rapia, o peggio, il farmaco fa male o la psi- colpisce uno dei diritti fondamentali di ogni attaccarsi al medicinale come a un amule- coterapia è inutile!!), senza la necessità di individuo: la libertà. Ed è proprio per la
to da portare con sé per tutta la vita e nep- essere guidate da un conduttore profes- serietà di questo disturbo che dobbiamo pure deve fare della psicoterapia l'ancora sionista, per non intaccare l'immediatezza ancorarci fortemente su ciò che la scienza necessaria al suo equilibrio.
della situazione e per permettere ad ogni dimostra come punto di partenza impre- L'esito è purtroppo evidente: sostituiamo partecipante di diventare auto consapevo- scindibile. Ogni operatore che voglia aiu- una dipendenza con un'altra, senza capir- le delle mille sfaccettature del DAP e del tarci, psichiatra, neurologo o psicotera- ne le origini. E questa non è guarigione, è fatto di non essere solo.
peuta che sia, deve responsabilmente un trascinarsi avanti, rinunciando alla pos- Nel gruppo, nessuno è superiore o inferiore offrirci soluzioni validate da studi scientifici sibilità di comprendere se stessi e tornare all'altro perché è la dimensione di equilibrio o altrimenti avere l'onestà intellettuale di liberi ed autonomi.
che stimola il desiderio di esprimersi e con- non spacciare la sua opinione lasciando a Utilizziamo allora questi due "strumenti"
dividere. Lo scambio tra "pari" diventa la
noi l'opportunità di una scelta informata.
guidati da un medico e da uno psicote-
chiave di volta per aprirsi in modo vero, in È qui che il cammino inizia!
rapeuta in modo lucido, al momento giu-
modo totale. Il gruppo di auto-mutuo


È una parola piccola, la parola "cura", che diversi, proprio quel sintomo che per molto tempo è stato ascol- a noi arriva direttamente dal latino, da quel tato e nutrito, intorno al quale abbiamo fatto ruotare le nostre cura-ae che per lo più traduciamo con scelte e le decisioni anche più delicate, di cui si sono impregna- "preoccupazione, affanno, inquietudine".
te tutte le nostre relazioni personali.
Frugando il vocabolario della lingua ita- Si accende una luce e cominciamo ad ascoltare altri bisogni. E liana, si distinguono però due principali a uno, finalmente, proviamo a dare consistenza, realtà, vita, riu- DI VALENTINA CULTRERA
aree di significato del termine "cura": la scendo così a riprenderci un piccolo pezzo della nostra vita.
prima è quella di "impegno, dedizione, interesse, attenzione, Cos'è, allora, che accomuna la cura, intesa come terapia, alla ecc"; la seconda è quella di "terapia, medicina, ecc.".
cura, intesa invece come attenzione e dedizione? Mi viene in mente la scuola elementare, la maestra che detta, come Nella mia esperienza personale e nel mio lavoro con i gruppi ai compito, qualcosa del genere: "Scrivete cinque frasi con la parola auto-aiuto ho sperimentato che alla base di ogni cura deve esser- cura". La mamma cura i propri figli, il medico cura i malati, il papà
ci l'ascolto. Curare un paziente è, prima di tutto, ascoltarlo con cura la sua collezione di medaglie, il bimbo ordina con cura i suoi attenzione, ascoltare le sue parole, i suoi gesti, i segnali del suo soldatini, la nonna mi ricorda di aver sempre cura di me.
corpo, le risposte di quel corpo a qualunque intervento terapeu- Queste erano più o meno le frasi che scrivevo io, in fretta, per tico esso venga sottoposto. Prendersi cura di sé e degli altri è, chiudere con i compiti il prima possibile. E la frase della nonna prima di tutto ascoltare, in silenzio, di che cosa c'è richiesta e, è quella che, oggi, mi invita a riflettere e a fare due bilanci.
prima ancora, banalmente, se ci sono richieste di cura.
Pensando al disagio psicologico, ai sintomi spesso drammatici Prendersi cura di sé è sentire le proprie emozioni, decidere di con cui esso si manifesta, alle tante storie che si dipanano nei esprimerle o di lasciarle vivere nell'intimo, ma di esse essere nostri gruppi, penso che per me sia sempre più facile fornire consapevoli; è cogliere l'emozione della persona di fronte a noi, informazioni sulle possibilità di cura, intesa come ventaglio di ma non essere mai sicuri di averla colta, fino a che essa non ce terapie, che contribuire a una riflessione proficua sulla neces- ne dia conferma; è accettare di non aver voglia o possibilità o sità di prendersi cura di sé.
risorse per prendersi cura di qualcuno; è sapere a che cosa stia- Eppure, in ogni gruppo di auto-aiuto in cui mi trovo, esaurito lo mo rinunciando quando ci prendiamo cura di noi e a che cosa scambio di notizie sulle diverse terapie in atto (farmacoterapia, rinunceremo, probabilmente, se accetteremo di prenderci cura psicoterapia, ecc.), finisco sempre per veder le persone intrapren- degli altri. È sapere a che cosa non potremmo mai rinunciare, dere la strada del benessere individuale quando esse, dopo mesi o per nessuno. È saper dire di no, senza sentirci delusi di noi stes- anni di sofferenza, tentano e, con fatica, riescono a fare una cosa si e senza sentirci degni di essere abbandonati da tutti. È coglie- piacevole, che dà loro gioia, che gratifica bisogni personali sopiti.
re che la cura di sé è legata a filo doppio alla cura degli altri, e "Sono riuscita a stare dieci minuti a guardare una vetrina", "Ho che senza un buon ascolto di sé, sarà difficile dar spazio alla fatto una passeggiata in riva al mare", "Ho accettato di provare voce, diversa dalla nostra, di colui che ci ha chiesto aiuto.
quel lavoro a cui tenevo tanto", "Ho detto a mio marito che non È, quindi, ascoltare in silenzio. Pochi hanno il dono di riuscirci avevo voglia di andare a trovare sua madre".
in modo spontaneo. I più, all'ascolto vero, debbono arrivare lavo- Si accende una luce, si comincia a guardare il sintomo con occhi rando duramente e… con cura.
R E C E N S I O N I
Puoi anche dire no! PSICHIATRIA COME MEDICINA DELL'ANIMA L'ASSERTIVITÀ AL FEMMINILE BAUER-BAGNATO-VENTURA, ED. BALDINI&CASTOLDI MARCO BERTALI, MACRO EDIZIONI, 2006 Riuscire a dire, in modo chiaro e diretto, ciò che sentiamo e ciò che Quest'opera tratta la salute psichica con un pensiamo, nel pieno rispetto di noi stessi e degli altri: in sintesi que- approccio di tipo olistico, che prende in con- sta è l'assertività, una capacità che ogni individuo possiede alla siderazione anche la natura spirituale del- nascita, e che perde, strada facendo, per imitazione di un mondo l'essere umano. La psichiatria infatti dovreb- adulto che difficilmente riesce a mantenere questa dote integra.
be essere intesa sempre meno come mera somministrazione di far- Crescendo, si impara scioccamente che, per mantenere integre le maci e sempre più come cura profonda dell'Anima. La maggior parte relazioni più significative e importanti, non "sta bene" dire ciò che si delle problematiche per le quali viene fatta una diagnosi psichiatrica sente, almeno non sempre. E per essere sono in realtà sofferenze psichiche, segnali che la nostra Anima ci lan- educati, bene educati, si finisce per alienarsi cia per richiamare l'attenzione sui nodi non sciolti della nostra vita.
e per impoverire le relazioni interpersonali.
Psichiatria come Medicina dell'Anima è anche una denuncia durissima dell'uso sconsiderato degli Ma è possibile salvare capre e cavoli? È psicofarmaci (meglio definibili con il neologismo di cerebrofarmaci) soprattutto per quei disagi possibile riscoprire il piacere di essere psichiatrici meno gravi (stati depressivi, stati d'ansia, crisi di panico, fobie, disturbi ossessivi, coerenti con ciò che si prova, senza man- disturbi psicosomatici) che possono essere invece curati con un approccio psicoterapeutico, o più care di rispetto a un'altra persona? in generale relazionale, e con l'utilizzo di tecniche introspettive e di modifica psico-fisiologica ed Le autrici del libro ci spiegano in modo energetica (meditazione, yoga, training autogeno, reiki, pranichealing, rioabierto,ecc.).
semplice, ricco di esempi concreti e di È qui racchiusa la preziosa testimonianza di uno psichiatra che opera sul campo da più di storie in cui è facile riconoscersi, che cos'è vent'anni, e ha sperimentato con successo soluzioni "dolci" per moltissimi problemi psicologi- l'assertività, quali vantaggi offre alle rela- ci, solitamente insabbiati sotto la coltre soffocante di farmaci più o meno potenti, che vengo- zioni tra le persone, come fare per farla no ancora, nonostante gli effetti collaterali che arrecano, prescritti abbondantemente dietro forti pressioni delle industrie farmaceutiche. Un'accusa autorevole, dunque, contro le indu- segue a pagina 26
L DAP È LA MANIFESTAZIONE DI PROFONDI STATI DI ANSIA, STRESS, DEPRESSIONE CHE NASCONDONO SEMPRE UN'UNICAangoscia esistenziale: la paura di vivere.
ste silenziosamente nella nostra vita fino a quando, un bel giorno, Sembra strano pensare che già nel IV secolo l'uomo potesse inaspettatamente, emergono con prepotenza nella nostra vita.
Isoffrire di attacchi di panico, ma gli scritti dell'illustre medi- Chi soffre di questo disturbo è una persona che si cimenta nella co greco, Ippocrate, ci danno notizie che vanno proprio in que- folle impresa di tenere lontano dalla propria vita le emozioni: ne sta direzione. L'attacco di panico non è, dunque, un disturbo di ha paura, perché percepisce la inevitabile difficoltà di control- larle, di tenerle a bada e quindi sceglie per loro la via Ippocrate (460-370 a.C.), infatti, il fondatore della medicina dell'«emarginazione». Sappiamo, però, che le emozioni sono scientifica, parlò di isteria, descrivendone sintomi specifici che parte integrante e ineliminabile del tessuto stesso dell'esistenza noi oggi consideriamo riconducibili agli attacchi di panico. Dopo e che l'impresa condotta nel tentativo di mandarle in esilio in di lui Galeno (200-130 a.C.), il padre della fitoterapia, individuò qualche isola sperduta della nostra coscienza, di metterle al le cause della cosiddetta isteria nel disequilibrio dello stato degli bando, è impossibile e genera un profondo conflitto interiore che umori, che identificava in bile gialla, bile nera, sangue e flegma.
prima o poi esploderà. È come se ogni giorno spingessimo nel Intorno al I secolo dopo Cristo il medico greco Areteo di Cappa- profondo, dentro di noi, una certa quantità di emozioni fino a docia narrò la storia di un carpentiere saggio e dalle grandi capa- quando le loro vibrazioni, se pure compresse, sono talmente cità che, al momento di scendere al foro, alle terme o in qualsiasi intense e strette l'una sull'altra da cercare una via di fuga, una altro luogo pubblico, cominciava a sospirare e riusciva a tornare strada verso la libertà e, in qualche modo, verso il loro ricono- in sé solo una volta rientrato nel luogo di lavoro. Oggi l'agorafobia scimento da parte nostra: l'attacco di panico, infatti, si manife- è una paura riconosciuta e studiata dalla psicologia. Con un salto sta proprio in un'eruzione incontrollabile di emozioni spiacevoli lungo piú di 2 millenni approdiamo al pensiero di Boissier De Sau- sia per la nostra psiche che per il nostro corpo.
vage (1700) che utilizzò il termine «vertigine isterica» per descri- Perché si possa parlare di DAP (Disturbo da Attacco di Panico) vere una sintomatologia da ricondurre all'attacco di panico.
gli attacchi si devono verificare con una certa frequenza nel Culen, mezzo secolo più tardi, coniò il ter- tempo: almeno quattro in un mese. Molto mine «nevrosi funzionale», mentre Morel spesso, però, è possibile che si verifichi (1866) descrisse i sintomi caratteristici un solo attacco di panico seguito dalla di una «nevrosi vegetativa».
persistente angoscia che la sconvolgente Krishaber, tra il 1872 e il 1873, descrisse esperienza possa ripetersi. La cosiddetta con il termine «neuropatia cerebo-cardia- «sindrome del bambino scottato».
ca» una patologia che presenta caratteristi-che simili a quelle degli attacchi di panico.
LA PAURA/NEVROSI D'ANGOSCIA
Nello stesso periodo il medico militare De Fobo (dal greco, paura) era figlio di Afro- Costa battezzò una nuova corrente di dite, la dea dell'amore, e di Marte, il dio ricerca sulle conseguenze che lo stato della guerra. È bizzarro pensare che la d'angoscia può avere sul funzionamento paura sia nata (nella mitologia, si inten- del cuore rendendolo più fragile.
de) dall'incontro tra amore e conflitto? In DI MARIO TROIANO
Anche Sigmund Freud (1856-1939), il fondo, a pensarci bene non sembra così PSICOLOGO E PSICOTERAPEUTA neurologo e medico austriaco che offrì al innaturale. In entrambi i casi, in amore mondo l'incredibile scoperta dell'incon- come in guerra, esiste la paura. È una scio, impiegò le sue energie per studiare i disturbi dell'ansia delle emozioni più ancestrali. Secondo Epicuro, filosofo greco dando loro un nuovo nome, «nevrosi d'angoscia», e individuan- del III secolo avanti Cristo, lo scopo della filosofia era proprio done due forme in relazione alla quantità minore o maggiore di quello di liberare l'uomo da quelle «malattie» dell'anima che ansia. La prima, spiegò Freud, si manifesta in un diffuso senso impediscono il raggiungimento della felicità: la paura degli dei, di paura e di inquietudine che nasce da un pensiero rimosso, la paura della morte.
curabile attraverso l'intervento psicoterapeutico. La seconda La regina delle paure è l'angoscia d'abbandono, detta anche forma, nella quale predomina l'aspetto biologico, è accompa- nevrosi d'angoscia: un'emozione che la vita ci offre in dotazione gnata da aumento dei ritmi respiratori e cardiaci, sudorazione, fin dalla nascita e che ci accompagna, se pur in forma latente, diarrea e terrore.
Passarono anni di silenzio sull'argomento fino a quando Donald Il «cucciolo» d'uomo per diventare «autonomo» sotto l'aspetto del Klein, negli anni sessanta, riaccese i riflettori sui disturbi d'ansia nutrimento e della ricerca del cibo impiega almeno 6 anni di vita; dimostrando che gli attacchi di panico hanno caratteristiche bio- ne consegue che tutto il suo sviluppo psichico in quel tratto di logiche, epidemiologiche e cliniche specifiche. Solo nel 1980, esistenza è condizionato. Per vivere dipende dagli altri, in parti- nella terza edizione del DSM 1980 (Diagnostic and Statistical colare dalla mamma. Per questa ragione il bambino, crescendo, Manual of Mental Disorders – Manuale diagnostico statistico per assocerà il bene della madre nei suoi confronti alla propria i disturbi mentali) venne ufficialmente stabilito che gli attacchi di sopravvivenza e vivrà con la paura profonda, sempre in agguato, panico sono una forma assolutamente specifica di disturbo di essere abbandonato. Questo spiega perché, anche in età adul- d'ansia e come tali richiedono un approccio terapeutico specifico.
ta, quando ci manca l'amore e l'affetto abbiamo la sensazione dinon poter vivere e sopravvivere, come se ci mancasse la prote- COS'È L'ATTACCO DI PANICO?
zione, l'accudimento, il cibo stesso. In altre parole, per la nostra Il panico è un problema strettamente collegato alla regolazione e psiche, per il nostro Sé, l'amore, la sicurezza e il cibo sono tutt'u- al contenimento delle proprie emozioni. Le sue radici profonde no: quando perdiamo l'uno abbiamo la sensazione di perdere hanno a che fare con zone grigie di depressione e di dolore nasco- anche l'altro e siamo assaliti dal dolore e dall'angoscia. Se, però, segue a pagina 6


Alla riscoperta di se stessi l Disturbo di Panico riceve quotidianamente molta attenzio- Nel corso degli ultimi dieci-quindici anni si sono accumulate ne da parte dei media. Numerose e a volte controverse e con- ormai numerose prove che le terapie basate sui principi cogniti- fuse sono però le notizie sui trattamenti e sulla loro durata.
vi e comportamentali sono ben efficaci nel ridurre i sintomi e INon c'è da sorprendersi: il Disturbo di Panico è molto diffu- l'evitamento sino alla loro scomparsa in un'alta percentuale di so, è fortemente invalidante, e soprattutto, è curabile. Quindi è persone. Le più autorevoli linee guida internazionali individuano comprensibile che desti molto interesse.
nella terapia cognitivo-comportamentale il trattamento di eccel- lenza per superare il disturbo e sono allostudio promettenti interventi integrativiche migliorano ulteriormente i tempi e ladiffusione della efficacia.
Purtroppo, però, proprio la risposta posi-tiva del disturbo a vari trattamenti prag-matici e focalizzati sull'esposizione esulla desensibilizzazione favorisce la ten-tazione di proclamare speciali abilitàcurative da parte di questo o quel centroo specialista.
Non è infrequente imbattersi in promessedi spettacolari guarigioni in poche sedute.
Certo, può accadere anche questo. Leterapie moderne sono molto efficaci, e ilcambiamento di atteggiamento verso isintomi da parte di chi soffre del distur-bo può essere anche repentino ed è unelemento cruciale del lavoro psicotera-peutico.
A volte accade che persino dopo un soloincontro "illuminante" si possa riprendereil controllo della propria vita e si appren-da a non fidarsi delle proprie idee distor- continua da pagina 5
te sugli effetti dell'ansia (la paura di perdere il controllo, di mori-re, di impazzire).
da una parte esiste la paura d'abbandono – come elemento fon- Tuttavia, generalmente è necessario un certo tempo – alcuni damentale della crescita psichica dell'individuo, della sua vita mesi – per "apprendere" a non temere il proprio corpo e le pro- emozionale – dall'altra, fortunatamente, a farle da contraltare, prie emozioni. Nella stragrande maggioranza dei casi è neces- esiste un'altra pulsione altrettanto inevitabile e costitutiva per lo sario un comprensibile periodo di progressivo allenamento sviluppo equilibrato della persona, che affiora in età più adulta: prima di sentire la propria ansia come non pericolosa e dunque è l'istinto verso l'esplorazione e l'autonomia. Se non siamo in prima di sentirsi pronti ad affrontare situazioni e circostanze grado di diventare autonomi, infatti, saremo sempre persone incapaci di instaurare relazioni significative con gli altri. I due Per questa ragione i trattamenti che promettono troppo in trop- binari – ricerca di protezione da una parte e capacità di esplora- po poco tempo finiscono per innescare un'ansia da prestazione zione verso l'ambiente circostante dall'altra – devono sempre ("se non ci riesco sono io che non sono capace", "non ce la farò vivere in armonia nella vita psichica e nel Sé di ogni individuo, mai a superare il mio problema", etc.) che naturalmente non fa pena l'insorgere di gravi problemi psicologici. La teoria dell'at- che aggiungere all'ansia ulteriore ansia e dunque allungare taccamento di John Bowlby spiega molto bene l'importanza del paradossalmente i tempi di risposta al trattamento o addirittura bisogno di sicurezza e protezione come bisogno che dura tutta la fa interrompere precocemente il trattamento con aggiuntivi sen- vita, e l'angoscia di separazione e di abbandono come conse- timenti di frustrazione.
guenza e risposta alla perdita di questa relazione.
Il mio consiglio è di iniziare un trattamento adeguato, ma senza"ansia" di risultati, concedendosi il tempo necessario per acqui- (Articolo tratto dal libro di Mario Troiano, sire gli strumenti e l'esperienza necessaria per fare a meno del Guarire dagli attacchi di panico, Magi Edizioni Scientifiche, 2005) repertorio di evitamenti e circoli viziosi.
Curare il Disturbo di Panico non è una lotta contro dei sintomi, MARIO TROIANO, psicologo e psicoterapeuta, presidente del-
ma una preziosa opportunità di riscoperta del proprio corpo, l'A.F.I. (Associazione Famiglie Italiane), direttore e vice presi- delle proprie emozioni e di riorganizzazione delle proprie prio- dente dell'I.E.I.P.E. (Istituto Europeo Internazionale di Psicolo- rità e dei propri progetti di vita.
gia dell'Emergenza), consulente tecnico del Tribunale Civile di Roma. Svolge attività clinica e di consulenza sui problemi della Direttore del Centro Ricerche
famiglia e della persona.
per i Disturbi d'Ansia
GNI TANTO "RICICCIA" QUESTA PREOCCUPAZIONE. È MEGLIO UNA PSICOTERAPIA O ANDARE DA UNO PSICHIATRA? Èmeglio parlare del mio malessere con qualcuno o pren- o la capacità nutritiva del pane) messe insieme potranno mai dare dere un medicinale? In quale modo posso meglio risol- il complesso delle funzioni del supermercato che saranno sempre Overe il problema? Come faccio prima? In quale modo "maggiori della somma delle parti" che lo compongono.
risparmio? Anche gli operatori della psiche sentono la pressio- Beh! Che lo vogliamo o no, è così anche per il nostro organismo.
ne di queste domande; pressione che a volte li inducono a cor- Abbiamo un corpo con tanti sistemi e organi che sono studiati e rere un rischio. Corriamo questo rischio anche quando ci avven- guardati con tagli e punti di vista specifici e diversi. Ma quando turiamo nel mondo della cura del panico e questo rischio si diciamo, come poco sopra, "abbiamo un corpo", a dirlo è una riflette sulle persone che di questo disturbo soffrono.
parte di me, di noi, che non è localizzabile in nessuna parte del Il rischio consiste nei vari deliri di onnipotenza attraverso i quali mio corpo perché è il frutto del funzionamento dell'organismo non è facile districarsi sia per i medici, psichiatri e psicoterapeu- complessivo. L'organismo che "sono", solo nell'interazione con ti che, più o meno esplicitamente, nei loro messaggi e analisi dia- un altro simile a me, e nella condivisione di uno spazio comune, gnostiche, presentano come risolutivi alcuni interventi piuttosto produce quella parte di me capace di dire "Io" distinguendolo/si che altri. A volte sembra che veramente il nostro corpo venga ridot- dal "Tu"; quella stessa parte capace di riflessione e di guardare to e trattato alla stregua di un supermercato in cui le persone entra- anche all'organismo come fosse un oggetto e che mi spinge a no già sapendo cosa cercare, con quali caratteristiche; i nostri orga- questa riflessione. Quella parte che può guardare il supermer- ni e sistemi sono guardati e visti a volte da un biologo, altre da uno cato o il vasetto di marmellata. Quindi, quando siamo ansiosi o psichiatra, poi da un medico, e ognuno di essi, essendo e sentendo- depressi o spaventati, è normale che ci siano scompensi anche si lo specialista di turno, esprime un parere che il più delle volte non negli organi e nei sistemi del nostro organismo. E il desiderio di tiene conto di quello degli altri.
trovarli sarà condizionato solo dal metodo di ricerca e dagli stru- Eppure il nostro organismo è un "insieme" di parti stupendamen- menti impiegati. Ma il problema non è lo stato e il funzionamen- te interconnesse. E quando diciamo "un to di questi organi o sistemi, bensì l'ansia insieme di parti in interazione" intendia- o la depressione o la paura di quell'Io che mo dire che ogni parte funziona come fun- vive questi stati emotivi; cioè di colui o ziona anche perché è in sintonia con le colei che, chiamando per nome questi altre parti ed è proprio la loro reciproca stati, li interpreta come manifestazione di collaborazione a definirne le funzione nei tutto il complesso dell'organismo che loro limiti e nella loro modalità.
siamo. E il complesso dell'organismo che Volendo semplificare stiamo dicendo che siamo è sempre un dato relazionale.
vediamo nel modo in cui vediamo anche Da questo punto di vista sarò "Io", perché i nostri occhi sono posti sotto la l'organismo che sono complessivamente, a fronte, e portano i loro messaggi grazie ai definire quelle sensazioni in un modo o neuroni e ad altri sistemi che funzionano nell'altro in relazione alla mia esperienza per mezzo della neurochimica che dipende storica ed evolutiva. Non c'è né ci potrà DI GIUSEPPE CIARDIELLO
anche dalla funzionalità neuroormonale mai essere una validazione oggettiva della che a sua volta condiziona la presenza e la fenomenologia che ci contraddistingue ed concentrazione dei neurotrasmettitori ecc.
è per questo che, quando stiamo male, o Nel nostro organismo tutto è collegato. Tornando alla metafora del anche sentiamo solo del disagio, la prima cosa che dobbiamo supermercato, gli organi del nostro corpo sono la merce nel suo chiederci è che cosa vogliamo curare o che cosa sentiamo vera- dettaglio; poi, nel supermercato, ci sono i ripiani, i reparti, i set- mente che non va come vorremmo che andasse. Se decidiamo per tori merceologici, e tutti questi vari elementi lo compongono nel l'organismo nel suo complesso, allora la cura e la riabilitazione suo complesso come nel nostro organismo contribuiscono i siste- di un singolo organo o sistema non può essere la soluzione defi- mi, dai semplici ai complessi, dai sistemi cellulari a quello respi- nitiva, ma deve essere solo un momento di uno spazio e un tempo ratorio, circolatorio, nervoso ecc. Pur essendo vero che ognuno più ampio in cui si preveda anche un altro tipo di intervento.
può trovare quello che cerca, a seconda dei suoi bisogni (alimen- Intendo dire che secondo il mio punto di vista nel DAP la cura tari o di ricerca), arrivando anche a scomporre nel dettaglio ogni d'elezione è la psicoterapia e gli interventi psichiatrico e di riabi- singolo elemento fino a farlo diventare un atomo o cellula, è anche litazione comportamentale, quando e se necessari, dovrebbero vero che il livello funzionale e la categoria cui appartiene il super- essere mirati solo alla mitigazione dei sintomi in modo da contri- mercato non potrà mai essere ridotto al singolo elemento che con- buire a renderla possibile. Il DAP è una sindrome (insieme di sin- tiene né può essere da esso dedotto.
tomi); spesso, se non sempre, è la parte emergente espressiva di Il supermercato sarà sempre più ampio, più complesso del singolo un disturbo relazionale antico e profondo e quello relazionale è un elemento che, anche scomposto, non potrà mai dare il resoconto disturbo che solo per il tramite di una relazione si può pensare di né potrà rendere conto delle funzioni di tutto il supermercato.
risolvere. La relazione terapeutica è l'unico tipo di relazione che, Le funzioni del supermercato (servire una fetta di popolazione nei effettuandosi in uno spazio protetto e basandosi su un rapporto di suoi bisogni alimentari ed altro; stabilire rapporti di lavoro con fiducia, può proporsi di toccare temi che fanno, e con fatica, capo- alcuni e diversi tipi di categorie di persone ecc.) saranno sempre lino da questi sintomi. Temi che, presi in carico, possono condur- più della somma dei singoli componenti di questa struttura. Que- re alla soluzione del problema della fiducia, dell'abbandono, del ste funzioni non sono quindi riconducibili alla somma degli articoli dolore, della tensione, della tenacia, dell'amore, della rabbia… alimentari che, appartenendo a categorie con qualità diverse, non Temi che non sono localizzabili in un organo del nostro corpo ma possono essere ad esse paragonati. Ma neanche le funzioni dei sono espressi come funzioni complessive ed emergenti dal singoli prodotti (per esempio la capacità di detergere del sapone supermercato che siamo.
INTERVENTO TERAPEUTICO IN SITUAZIONE DI ANSIA E DI ATTACCO DI PANICO PUÒ MIRARE AL CONTENIMENTO E ALLAgestione del sintomo oppure al cambiamento dell'intera che il sistema cambia i suoi equilibri. Perché il mutamento sia personalità. Il primo tipo di intervento è sintomatico e stabile non deve essere locale, ma globale.
L' produce miglioramenti transitori e ad esso fanno capo La psicoterapia psicoanalitica e psicodinamicasi basa sull'idea
(fra altri) l'intervento farmacologico, psicosomatico, sistemico- che la personalità umana è composta di pensieri consci e inconsci.
relazionale, cognitivista. Il secondo è strutturale e produce cam- Per capire i fenomeni psichici occorre spiegare il sottofondo della biamenti stabili, ossia la guarigione e comprende (fra altri) cognizione che è l'emozione. Da qui la necessità di studiare le rela- l'indirizzo psicoanalitico, psicodialettico, esistenziale.
zioni primarie fra il bambino e i genitori, la famiglia, il mondo, e di Vediamo l'intervento farmacologico. Poiché la ricerca scientifi-
studiare l'evoluzione dell'uomo, la sua esistenza di specie, per ca ha sinora escluso la presenza di fattori di natura genetica (non meglio capire quali siano le emozioni di base (amore, odio, paura, li ha dimostrati), e poiché l'osservazione tecnica mostra, nei collera, gioia, approvazione, vergogna e colpa, comunione e solitu- momenti di crisi, la presenza di tempeste neuroendocrine in atto, dine, ecc.) e le loro vicessitudini nella vicenda soggettiva.
il farmaco dovrebbe avere lo scopo di ridurre la disfunzione, di Secondo Freud, un individuo entra in ansia allorché scopre di probabile derivazione psicologica. In questo contesto, fare una avere desideri che le sue figure di riferimento (padre, madre, fami- diagnosi (indimostrata) di malattia genetica spingerebbe chi la glia, precetti morali interiorizzati) condannerebbero.
subisce in una condizione di terrore e di passivo affidamento al Secondo Margaret Mahler, l'ansia sorge in relazione all'esperien- mezzo tecnico. Per contro, un utilizzo sano dello psicofarmaco za evolutiva della separazione-individuazione del bambino dalla rende possibile la sua integrazione l'intervento umano: mutuo madre. In questa teoria, se nella fase di separazione-individua- aiuto, psicoterapia, counseling.
zione il bambino è spaventato o traumatizzato dalla propria esi- Le tecniche di autogestione psicosomatica, abbastanza com-
genza di autonomia, il processo non si completa e non viene inte- plesse, sono poco adatte alla crisi in atto perché necessitano di riorizzato, inibendo la nascita della personalità autonoma.
un tempo e un luogo determinati per esse- La psicoterapia dialettica (o struttural-
re attivate. Alcuni esercizi (p. es. Training dialettica) di cui sono autore, è una
autogeno) sono utili ad alleviare la tensio- moderna evoluzione del pensiero psicodi- ne, ma sono privi di potenzialità terapeu- namico. Ogni essere umano ha due bisogni tiche risolutive. In altri casi, come nelle fondamentali: il bisogno di appartenen- discipline meditative (che vanno dallo za/integrazione sociale (che organizza i yoga al tai chi fino alla moderna sofrolo- legami affettivi e sociali) e il bisogno di gia) la presa di coscienza della realtà cor- opposizione/individuazione (che organizza porea è più profonda e i benefici riverbe- l'autonomia affettiva e morale individuale).
rano a livello della struttura dell'io. Infine, L'ansia nasce allorché l'individuo con iden- nella psicoterapia bioenergetica le tecni- tificazioni e legami affettivi intensi entra in che espressive si integrano con l'analisi conflitto con essi in virtù del bisogno di uno della struttura profonda della personalità.
sviluppo personale autonomo. Minacciato DI NICOLA GHEZZANI
Quando la ricognizione corporea si affian- nel suo equilibrio, l'io produce allora PSICOLOGO CLINICO E PSICOTERAPEUTA (ROMA), ca a una psicoterapia della struttura della MEMBRO DEL COMITATO SCIENTIFICO LIDAP paura, inibizioni e sensi di colpa più o personalità può avere effetti risolutivi.
meno coscienti.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale si limita a osser-
Le novità portate in campo psicoterapeutico dalla psicoterapia vare i comportamenti visibili e, risalendo ai pensieri che li hanno struttural-dialettica sono almeno sei: 1. L'analisi del dato storico- prodotti, li cancella sostituendoli con altri mediante tecniche di sociale. L'esperienza soggettiva è analizzata in quanto fatto stori- suggestione e persuasione. Più che di una psicoterapia in senso co-sociale, con una minuziosa attenzione alla storia individuale e proprio si tratta di una tecnica di rieducazione dei processi di voli- alla sua interazione con il contesto storico-sociale di riferimento.
zione (la volontà che guida i comportamenti). In rapporto all'an- Il conflitto fra soggettività e storia è il nodo della patologia. 2.
sia, il terapista individua i processi di pensiero che stanno all'ori- L'analisi del conflitto morale. Il conflitto interiore è e rimane irri- gine dell'esplosione d'angoscia e ne devia il percorso. Le linee di ducibile perché è sempre, più o meno consapevolmente, un con- pensiero identificate come causa della crisi vengono rimosse e flitto morale e finché non si risolve il problema morale di fondo sostituite da schemi logici meno carichi di emotività. La psicote- esso persiste. Il conflitto psichico è una resistenza a una sogge- rapia cognitivo-comportamentale interviene, dunque, solo sulle zione o a una limitazione prodotta dall'ambiente, tal che la sentia- aree vigili della coscienza, non sulle aree subliminali e, soprattut- mo come ingiusta, quindi immorale, e ad essa ci ribelliamo. 3. Il to, non interviene sulle aree inconsce. Pertanto, i suoi risultati cambiamento dei valori personali. Il conflitto interiore mira sem- sono temporanei, perché il mutamento (ambientale, sentimentale, pre, in modo inconsapevole, a una evoluzione delle idee sociali sociale, evolutivo) facendo intervenire nuovi fattori i quali scon- interiorizzate, quindi a un mutamento nei valori e nello stile di vita.
volgendo l'apprendimento ricevuto fanno riemergere i sintomi.
4. La definizione della struttura di base. La distinzione, nel distur- Secondo la psicoterapia sistemico-relazionale (o strategica)
bo, di una "struttura psicologica di base" consente sia l'intervento un sintomo trova spiegazione nel sistema dei rapporti che uni- breve che la lunga elaborazione mutativa. 5. L'azione. La Psicote- sce gli individui (una coppia, una famiglia, un team professiona- rapia dialettica non si limita a una conoscenza fine a se stessa, le, ecc.). Non ritenendo la semplice spiegazione delle cause suf- perché una volta individuato il nodo storico-strutturale essa agisce ficiente a produrre un mutamento, la psicoterapia sistemica nei confronti di questo per modificarlo. La guarigione consiste pro- dispone di una tecnica di intervento specifica, che è la "prescri- prio in una salute orientata all'azione. 6. La narrazione autobio- zione paradossale": un comando, un rituale, uno spostamento di grafica. Essendo l'immagine che abbiamo di noi stessi un nucleo funzioni, attenzione o potere da una persona a un'altra ed ecco emotivo che si sviluppa in una narrazione, il paziente che usa la segue a pagina 26
L DISTURBO DA ATTACCO DI PANICO È UN FENOMENO COMPLESSO. NON SEMPRE BEN IDENTIFICATO, SPESSO CONFUsocon l'affetto d'angoscia. Un ospite indesiderato che non si do precipitare tutte le gocce di rugiada, gli insetti e i pezzetti di fa annunciare e in molti casi non si presenta solo. Un legno in un unico grumo che cade avviluppato al sasso. Lo I abito che tende a rivestire il soggetto in maniera esclusi- scopo della riabilitazione è dunque quello di restituire il sog- va, intrappolandolo in una identificazione monositomatica.
getto alla sua vita originaria, permettergli di uscire dall'identi- Diagnosi differenziale, stigma, comorbidità, farmacologia e trat- ficazione monadica al panico, che rischia di divenire uno stig- tamento integrato sono i punti che cercherò di affrontare per ma che alimenta se stesso.
porli alla comune discussione.
Quando il panico arriva, le suppellettili cadono, e tutto ciò chesi riteneva solido, cede.
GRUPPO E LEGAME SOCIALE
Nulla sembra più costituire un solido appiglio nel corso dellavita. Ecco allora chiara la centrale funzione di tenuta del grup- E gli era venuta anche un'altra immagine: di se stesso che po di auto muto aiuto.
per tutta la vita si era tenuto in equilibrio su una fune. Poi In tal senso la dismissione degli abiti di ammalato è un opera da c'era stata la caduta, e lui aveva scoperto che, anziché sfra- portare avanti da subito, anche quando le crisi di fanno sentire cellarsi, sapeva volare, che aveva questo miracoloso e ina- in modo virulento.
spettato dono.
Il gruppo, come ricostruzione di un legame, ancorché program- R.M. Pirsig, Lila mato e scadenzato, deve aprire le porte a un individuo quandoancora il panico non è divenuto il signore della sua vita. E se L'epoca contemporanea appare, per chi soffre di un qualche questo è già successo, la circolazione di parola ha lo scopo di malanno di ordine psichico, una sorta di terra di bengodi ricca riabilitarlo a percorrere le sue antiche strade oggi non più pra- di rimedi pronto uso, soluzioni pret a porter, farmaci mirati e ticate. Discutere del lavoro, della famiglia, di ciò che è andato risolutivi. Questo stato delle cose deter- perso e di ciò che è in bilico, è un modo mina una condizione diadica rimedio- per ristabilire una situazione precedente paziente che, in ultima analisi, isola il soggetto e lo consegna ad una conviven- za spesso monadica con la propria pato- PANICO E ANGOSCIA
Spesso il disturbo da attacco di panico È invece indispensabile muoversi in viene confuso con la crisi acuta un'ottica antisegregante, che vada nella d'angoscia. L'angoscia è un affetto. Un direzione dell'assoluta libertà di espres- affetto che, al suo culmine finale, presen- sione, anche sintomatica, del soggetto.
ta le medesime caratteristiche del Dap, Nell'ottica Lidap questo deve tradursi potendo però individuare degli elementi di nell'adozione di una modalità di approc- sostanziale differenza, che permette di cio che possa restituire la persona soffe- orientare la diagnosi e il trattamento.
DI MAURIZIO MONTANARI
rente alla condizione precedente al Il panico ha un tempo (ora) e un oggetto momento in cui il Dap ha fatto la sua (il corpo), e nella maggioranza dei casi rumorosa comparsa, senza per questo non presenta dei prodromi tali da per- credere di poter riportare il tutto a un mitico status quo ante.
mettere al soggetto che ne patisce di mettersi al sicuro prima Cosa è infatti un gruppo se non un luogo nel quale condividere della crisi. L'angoscia è invece sganciata dalla contingenza tem- un iniziale senso di marginalità che, attenuato ed ammorbidito, porale. Incide effettivamente sul corpo cronologico, ma quello può permettere al singolo di riprendere le fila della sua storia che le manca è il tempo attuale del panico, l'ora. In questo interrotta? Cosa è il gruppo se non un microcosmo utile a sop- senso l'angoscia è qualcosa che sembra situarsi altrove, e testi- perire allo sfilacciamento del legame sociale al quale va incon- monia la dimensione di a-temporalità dell'inconscio. L'angoscia tro chi è sorpreso dal Dap? è un affetto normale, sensazione compagna di vita palpabile nei Il punto focale è evitare che il soggetto si trovi solo nel momen- momenti di passaggio, potremmo dire che è un elemento con- to dell'attacco, ponendo le condizioni per le quali questo infarto sustanziale al genere umano. Prima di essere un elemento inva- della vita possa essere condiviso, in modo che i legami che il lidante, è il segnale di un interrogazione interiore, legata all'o- Dap colpisce e mette a dura prova, resistano alle sferzate e non pacità di un enigma, di una questione, una situazione che si si spezzino. Nel gruppo, nel quale la parola regna sovrana, c'è pone di fronte al soggetto, attuale o retrodatata. È fonte prezio- condivisione e accoglienza.
sa di ispirazione e ha portato autori di grande levatura a gene- Non ci sono ricette precostituite, non ci sono scelte precluse.
rare opere che, in questo senso, sono un tentativo di lenire Una condivisione che ben lungi dal tramutarsi in uno stallo, una sorta di mal comune mezzo gaudio, deve sapersi trasformare in Parlo dell'angoscia di E. A Poe e di Franz Kafka, di Kierkegaard una zona di transito, un passaggio preliminare utile a riprende- e di Cesare Pavese; di Van Gogh e di Edvard Munk , e tant altri re le fila del proprio discorso interrotto. C'è una frase ‘analiti- potrebbero essere citati.
ca' che può apparire molto più criptica di quello che in realtà Kierkegaard ha scritto ‘L'angoscia è una vertigine' né degli ange- voglia significare: un soggetto si trova nello scorrere dei suoi li né degli animali'. L'angoscia non se lo lascia mai sfuggire (il significanti. Vale a dire che l'individuo X è definito dalle sue soggetto), né nel divertimento, né nel chiasso, né sotto il lavoro, passioni, dalle sue attività, dai suoi amori, dai suoi passatempi né di giorno, né di notte'.
e dai legami sociali. L'attacco di panico sortisce l'effetto del Un affetto che sopraffà senza che si sappia da dove questa sasso nella ragnatela: la colpisce e ne spezza i filamenti, facen- venga, e a cosa tenda. Siamo quindi lontani dalla comune acce- segue a pagina 10
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co puro) potesse essere messa in discussione da qualsiasi zione negativa che si dà all'angoscia, la quale in quest'ottica si rivela un concetto capace di aprire alla riflessione soggettiva .
Si tratta di un esempio di come la ‘scientificità' che mostra dati L'angoscia può evolvere in uno stato paralizzante, tale da impe- incontrovertibili, non possa fare a meno della soggettività.
dire il soggetto nel pensiero e nel movimento, culminando in L'azione indiscriminata e massiccia di questo farmaco ha porta- malessere fisico e senso di costrizione.
to a questi ultimi sviluppi anche perché ha fatto a meno del con- Lo stesso Freud in ‘Introduzione alla psicoanalisi' isolava ‘quell'an- cetto di diagnosi differenziale.
goscia eccessivamente intensa… tale da paralizzare ogni azione'.
Non esiste una depressione, ma le depressioni. E questo è bene Allo stato visibile, de facto, Dap e crisi d'angoscia sono fenome- tenerlo presente anche con il panico, oggi che l'azione di Lidap ni che appaiono identici nella loro manifestazione esteriore fina- ha saputo rendere visibile un disturbo che sino a poco tempo fa le, quella che chiede aiuto. Mentre in molti casi l'angoscia intro- era costretto a girovagare senza che nessuno gli riconcesse uno duce e modula il tempo di analisi potendo il soggetto contare su status di oggettività. Esiste la melanconia, la depressione reat- dei punti che egli bene o male conosce (dottore, sono angoscia- tiva, la depressione di ordine nevrotico e quella a base psicoti- to a causa di questa o quella questione, devo fare qualcosa per ca. E non è pensabile, oggi lo sappiamo bene, approcciarle tutte uscirne), il panico non offre le stesse possibilità.
come un magma indistinto.
Il panico, più sordo e monolitico, scardina la quotidianità del- Il panico è , come oggetto di studio, assai più giovane della l'individuo e costituisce per lui un enigma in quanto evento depressione. E il rischio da scongiurare è quello di indirizzare la senza precedenti. Il paziente affetto da Dap nella maggior parte nostra visione nella facile suggestione che esista un rimedio dei casi giunge da un terapeuta o da un medico sprovvisto di un unico, un approccio assoluto, un farmaco risolutivo.
qualsivoglia appiglio simbolico al, quale ricondurre questo statoinaspettato. L'angoscia è quindi un affetto ‘normale', una rumi- LA PILLOLA ANTIPANICO
nazione dolorosa consustanziale all'essere umano, che può non L'osservazione e lo studio del Dap non possono fare a meno di evolvere mai in una forma acuta.
tenere conto del sistema complesso nel quale esso si esprime: il L'attacco di panico invece è un temporale improvviso privo di soggetto. Esistono forme di panico singole, altre che si presen- tano in una catena di commorbilità (abuso di sostanze, disturbidel comportamento alimentare per citare le più frequenti). Il FARMACI E PSICOTERAPIA
panico è un fenomeno transclinico, proprio della struttura Noi ci siamo decisamente rifiutati di fare del malato che si mette nevrotica quanto di quella psicotica.
nelle nostre mani in cerca di aiuto una nostra proprietà privata, È tale e tanto variegata la complessità del campo nel quale que- di decidere del suo destino, di imporgli i nostri ideali e, con sto fenomeno si presenta, che sarebbe un errore antistorico pre- l'orgoglio del creatore, di plasmarlo a nostra immagine e somi- tendere di percorre una sola via.
glianza per far piacere a noi stessi.
Questo perché chi orienta la sua pratica con gli strumenti ana- Sigmund Freud, Vie della psicoterapia psicoanalitica litici, sa che non esistono sintomi o fenomeni che si reggono Non intendo annoiare l'utente proponendo la corposa bibliogra- sulle loro gambe, ma individui complessi che ne sono portatori.
fia (che nessun clinico può permettersi di ignorare) inerente agli Come ultima questione, vorrei affermare che la contrapposizio- ultimi sviluppi che il fecondo rapporto neuroscienze psicanalisi ne terapia breve-analisi interminabile, non ha modo di sussiste- sta partorendo, scoprendo territori sempre più condivisi, un re se noi siamo clinicamente capaci di osservare la scansione tempo ritenuti zone proprietarie. Intendo però fare un accenno temporale. La persona che chiede aiuto perché le cosiddette all'ultimo articolo del professor Irving Kirsch dell'Università di ‘crisi di panico' gli stanno impedendo la vita, può scegliere di Hull, pubblicata sulla rivista on line "Public Library of Science salutare il terapeuta nel momento di un benessere raggiunto. E (PLoS) Medicine", riportato da tutti gli organi di stampa, che in questo accade assai frequentemente.
poche e concise righe detronizza il Prozac, togliendogli una volta O di continuare la propria esperienza nel gruppo. Dopo, solo e per tutte l'aura di rimedio ultimativo e miracoloso contro la dopo, accade che quello stesso individuo, messo al lavoro da ciò depressione, per assegnargli una normale efficacia similare che egli ha saputo toccare, chieda di approfondire le questioni all'effetto placebo, con risultati equivalenti alle psicoterapie. Il spinose che sente dentro di lui agire alla stregua di movimenti tutto scientificamente comprovato, e riconosciuto da una gran tellurici, e per le quali il cosiddetto ‘panico' è stato solo un ele- parte della medicina organica che aveva fatto del Prozac un pro- mento di disvelamento. In quel momento si apre una fase quali- prio cavallo di battaglia.
tativamente diversa, che interessa il discorso del soggetto, non Cosa c'entra la depressione col panico? C'entra nella misura in più focalizzato sull'emergenza sofferente che ha costituto il cui gli approcci totalizzanti sono destinati a segnare il tempo, casus belli che lo ha portato a domandare un aiuto, ma chiama dopo anni di somministrazioni indifferenziate e spesso selvagge.
in causa un opera di approfondimento, di rettifica. A questo Della depressione si parla molto, e la si studia da anni, potendo punto non possiamo parlare dello stesso trattamento, quanto di definirla forse come uno dei mali dell'animo umano più antichi.
un ‘riprendere le fila' a emergenza passata. Consapevoli, Vi è stato un tempo in cui era impensabile andare contro il pen- l'individuo e il terapeuta, che il panico può ripresentarsi, ma in siero corrente che riteneva questo farmaco ‘la pillola della feli- modo tale da non fare più paura come prima. Trovando un sog- cità', correndo il rischio di essere tacciati di stupidità o di oscu- getto che spesso ha ripreso a vivere, utilizza il farmaco al biso- rantismo. Sino a pochi anni fa, chi osava mettere in dubbio gno, lavora e coltiva i propri interessi. Un uomo che non è più l'efficacia del Prozac, validata da tonnellate di studi e pubblica- quel mare gelato e terrorizzato che aveva visto il panico blocca- zioni, sbatteva contro un muro di gomma.
re e compromettere le sue normali attività.
La maggioranza dei medici che lo adottavano non ammetteva Questa è l'essenza della multidisciplinarietà.
che la prescrizione esclusiva (cioè il trattamento farmacologi-


Farmaci sì, farmaci no: è una questionespesso aspramente dibattuta, in psichia- tria in generale e nel disturbo di panico in modo particolare.
Tale questione, mentre appare del tutto legittima e incentrata sull'interesse ultimo DI SILVANO DEDALO*
del paziente quando riguarda il singolocaso clinico, diventa invece sterile polemi- ca, antiscientifica e clinicamente dannosa, se prende spunto daposizioni preconcette, incuranti delle risultanze a livello mondia-le della medicina basata sulle prove di efficacia (EBM).
Se pretendere di curare tutto e tutti con i farmaci è sicuramen-te ingiustificato, altrettanto insensato è credere di poter farnesempre a meno, magari contando sulla "buona volontà" delpaziente, come molti benpensanti (purtroppo talvolta anchemedici) pensano di poter fare, con ciò annullando il senso dellaricerca, della sperimentazione, dei congressi, della stampa spe-cializzata.
È evidente che nel disturbo di panico non vi può essere guari-gione senza cambiamento. Se però le forze del paziente nonsono sufficienti, malgrado la presa di coscienza e il sostegnodella psicoterapia, dei gruppi di auto aiuto e di eventuali altrestrategie non mediche, a modificare il contesto e/o il proprioatteggiamento, il farmaco si rivela un'arma indispensabile per le per la realizzazione di un progetto terapeutico complesso e vincere la battaglia lunga e aspra cui è chiamato.
Il fatto che già da tempo e sempre di più per il futuro si possa In conclusione, chi soffre di questo disturbo, distruttivo per la disporre di farmaci di cui è ampiamente certificata sia la tolle- qualità della propria vita, deve soprattutto evitare il "fai da te", rabilità che l'efficacia, anche per terapie della durata di anni, pensando magari che la paura ingiustificata del farmaco sia non significa che le cure psicofarmacologiche siano indicate frutto di una strategia inconscia e occulta per non guarire e con- sempre e per chiunque. Significa però che possono essere intra- tinuare a utilizzare la malattia come soluzione patologica dei prese con la massima tranquillità quando i professionisti cui il propri conflitti.
paziente si affida individuino in esse un supporto imprescindibi- *NEUROPSICHIATRA E CONSULENTE LIDAP – ROMA Comprendere e curare il disturbo di panico 1. NON SOLO GENI, MA ANCHE GENI!*
ze genetiche legati a varianti (in gergo pensi ad esempio il ruolo di eventuali stili * con la collaborazione di "alleli") che possono contribuire ad di cure genitoriali che vengono trasmessi Massimiliano Grassi, Psicologo. aumentare o talvolta addirittura essere assieme al disturbo dai genitori ai figli o Cari Amici della Lidap, è con grande pia- causa diretta di certe patologie. E questo della condivisione dello stesso ambiente cere che mi accingo a discutere con voi vale anche per i disturbi psichiatrici e a sua familiare per due fratelli che poi entrambi l'importanza dei fattori genetici nel Distur- volta potrebbe valere anche per il DAP.
svilupperanno entrambi il panico. Nel bo di Panico (DAP). Infatti, se è indubitabi- Prima di andare a cercare i geni implicati in primo caso si potrebbe avere ad esempio le che l'ambiente giochi un ruolo fonda- un disturbo, un tratto psicologico o una che al panico si associ una certa modalità mentale nello sviluppo di questo disturbo qualsiasi aspetto che si manifesta differen- di relazionarsi ai figli la quale aumenta la d'ansia, è altrettanto chiaro che esiste una temente tra le varie persone, il passo pre- probabilità di sviluppare proprio il panico, predisposizione genetica allo sviluppo del cedente è quello di cercare di capire se e oltre che a portare i figli stessi a relazio- DAP come dimostrato ripetutamente da quanto i geni abbiano un ruolo in questo.
narsi poi a loro volta nello stesso modo studi scientifici.
La risposta a questa domanda può avve- con i propri eventuali figli. E così a loro La genetica è fondamentale nel definire chi nire attraverso due fasi: visto che i geni si volta i figli dei figli e i genitori dei genitori, siamo e come ci comportiamo e definisce ereditano dai genitori, perché un disturbo come una vera e propria catena interge- l'assetto di base su cui poi l'ambiente agi- sia genetico è necessario che si concentri nerazionale. Inoltre se alcuni aspetti del sce. I geni sono il fondamento di ogni e trasmetta nelle famiglie di chi soffre del mondo familiare di una persona sono pre- essere vivente. In ogni cellula del nostro DAP. Il fatto che un disturbo sia familiare è disponenti al panico è molto probabile che corpo si trovano i cromosomi che portano necessario ma non sufficiente per definire gli stessi fattori agiscano anche sui propri quelle informazioni necessarie all'esisten- l'esistenza di una predisposizione geneti- fratelli, aumentando nello stesso modo za della vita e soprattutto alla sopravviven- ca: tutta una serie di aspetti più pretta- anche a loro il rischio di ammalarsi.
za di questa oltre il singolo individuo. Tutti, mente di natura ambientale potrebbero La familiarità del DAP è da tempo nota e in quanto esseri umani, disponiamo degli spiegare la maggior concentrazione del indiscussa: il modo più semplice per vede- stessi geni ma fra di noi esistono differen- disturbo in alcune particolari famiglie: si re in modo rigoroso la familiarità è quello di segue a pagina 12


segue da pagina 11
quelle per gli altri disturbi d'ansia il ruolo
quanto avviene con altre patologie com- andare a vedere tra i familiari di primo dei geni per il DAP risulta essere il più
plesse come quelli cardiovascolari o grado dei soggetti aventi il disturbo (cioè elevato di tutti. Da queste evidenze è chia-
tumorali, è probabile che un gran numero genitori, fratelli e figli), quanti presentino ro che la genetica svolge un ruolo nel DAP di fattori diversi e di diversa natura agisca- anch'essi il disturbo, e confrontare poi il anche se è più corretto parlare di predispo- no e interagiscano tra di loro nella causa numero di malati tra i familiari di primo sizione o vulnerabilità genetica che si mani- della patologia. E' chiaro che tanto più grado di persone che invece non presen- festa per influenza di altri fattori biologici, numerose e complesse sono le cause e tano il disturbo stesso. Mettendo assieme ambientali ancora non chiariti.
tanto più difficile sarà riconoscerle e stu- i risultati dei vari studi che hanno utilizzato Ora che sappiamo che i nostri geni gioca- diarle. Ma complessi risultano essere non questa modalità di indagine per il DAP no un ruolo significativo nella predisposi- solo le cause ma anche i disturbi stessi. Le risulta che nei soggetti con il disturbo circa zione al DAP, la domanda da porsi suc- sindromi psichiatriche sono molto spesso dall'8 al 31% dei familiari di primo è cessivamente è "ma quali geni. Dagli studi multisfaccettate e diverse nel modo in cui anch'esso affetto, mentre solo dal 1,5% al in questo senso non si è trovato ancora si manifestano tra i vari soggetti aventi 3,5% dei familiari nei soggetti sani. Questo nulla di certo, i risultati sono incerti e spes- quel disturbo: si pensi già solo al panico e rappresenta addirittura il più elevato
so capita che se in uno studio un gene ai diversi sintomi che possono presentarsi grado di familiarità riscontrato tra tutti i
appare associato con il panico, nello stu- negli attacchi, che in alcuni sono primaria- diversi disturbi d'ansia.
dio successivo si ha difficoltà a far emer- mente di natura cardiovascolare, in altri Se quindi l'aggregazione familiare del DAP gere la medesima associazione. Analoga- respiratori, in altri ancora cognitivi ecc.
sembra evidente, altrettanto evidente dalla ecc. Se, come è possibile, ad aspetti e ricerca viene ad essere il ruolo dei geni nel "mattoncini" diversi della manifestazione conferire questa familiarità. Per andare a della stesso disturbo sono legati fattori (in scoprire il peso dei geni si deve ricorrere questo caso genetici) diversi, il considera- poi a un'altra strategia tanto semplice re unitariamente e globalmente il disturbo quanto ingegnosa. Si ricordi che esistono nella usa interezza non può che andare a due tipi di gemelli, quelli monozigoti (o complicare ulteriormente la possibilità di identici) che sono in tutto per tutto geneti- comprensione delle cause.
camente identici poiché derivano entram- Come fare quindi? Dopo quanto appena bi dallo stesso ovulo e spermatozoo che detto è chiaro un maggior sforzo di ricerca solo dopo la formazione dell'embrione, deve essere necessariamente affiancato a per diversi motivi, va incontro a una pre- strategie che tengano in considerazione cocissima divisione portando così alla for- queste complessità. Partendo dalla pro- mazione di più individui distinti, ma come blematica della complessità della manife- appena ribadito identici a livello genetico. I stazione del disturbo (o fenotipo), per gemelli eterozigoti invece derivano da avere accesso più facilmente alle compo- embrioni diversi fin dalla nascita, cioè dal- nenti genetiche di un fenotipo complesso l'incontro ciascuno di un ovulo e uno sper- è possibile passare attraverso un fenotipo matozoo diversi; questi condividono inve- intermedio o "interno" (endofenotipo).
ce, in media, metà del patrimonio genico.
Come dice Gottesman, padre dell'appli- Entrambe i tipi di gemelli condivideranno cazione del concetto di endofenotipo in inoltre molte delle cause ambientali agenti psichiatria, come noi vediamo il disturbo nel provocare un certo disturbo. A questo mente si è iniziato a scandagliare in lungo manifestato in un certo soggetto è il risul- punto si può considerare nella coppia di e in largo tutti i nostri cromosomi alla ricer- tato di un complesso "balletto" di intera- gemelli la loro somiglianza per quanto ca di regioni del nostro genoma in cui zioni tra fattori genetici ed ambientali riguarda il disturbo (cioè a livello fenotipico).
potrebbero trovarsi i geni coinvolti in un magistralmente diretto lungo il tempo. Per Questa somiglianza viene considerata un certo disturbo ma anche in questo caso i arrivare dai geni e alla manifestazione del indice di familiarità vista la chiara parentela risultati non sono ancora chiari.
disturbo si deve quindi passare attraverso dei gemelli, ma un indice che, per quanto Come mai queste difficoltà? In parte per- molti livelli di complessità emergente e detto prima, ci permette tramite una strate- ché ancora non si è fatto quanto in altri interagente. Passando dallo studio del gia statistica di scomporre quanta di questa disturbi e quindi delle possibili risposte disturbo nel suo complesso ad una sua familiarità sia dovuta a fattori genetici e potrebbero arrivare nel prossimo futuro (è particolare sfaccettatura si riduce la com- quanta a fattori ambientali: basandosi sulla in corso un nuovo studio internazionale di plessità della rete delle cause del fenome- conoscenza di questa differenza di condivi- grandi proporzioni e proprio ora in fase di no indagato e quindi aumenta la possibilità sione dei geni tra i due tipi di gemelli si può svolgimento) ma è probabile che le ragioni di riuscire a studiarlo fruttuosamente.
ipotizzare infatti che una maggior somiglian- siano anche altre. Come prima accennato, I primi risultati di questo approccio sul za fenotipica tra i gemelli sia dovuta a que- i disturbi psichiatrici sono disturbi innanzi- DAP sono stati promettenti. L'esempio
sta maggior somiglianza genetica.
tutto causalmente complessi: non esiste più importante di endofenotipo per il
I risultati per quanto riguarda il DAP parlano per ora alcun disturbo in cui sia nota una panico è sicuramente la sensibilità alla
di una stima dell'ereditabilità tra il 32% e
relazione uno a uno tra il disturbo e un sin- somministrazione di miscele d'aria ad
il 48% che indica un ruolo dei geni certo
golo fattore casuale. Questa cosa rende- alto contenuto di CO2. Con una frequen-
e di media intensità. Anche in questo caso
rebbe tutto più semplice, ma così non è.
za molto maggiore tra i soggetti affetti da se si va a confrontare queste stime con
Nei disturbi psichiatrici, similmente a DAP rispetto a quelli sani, il respirare una tale miscela d'aria provoca delle manife- studi sperimentali che dimostrano che un primo maledetto attacco di panico, da stazioni simil-paniche. Fin dal 1998, farmaco è "in media" è più efficace del pla- quel momento in poi la paura è cresciuta, Donald Klein, professore della Columbia cebo mentre risulta essere difficile predire assalendovi immediatamente oppure University e padre del DAP, ha iniziato ad la risposta farmacologica "ad hoc" per piano, piano, subdolamente, ma comun- ipotizzare di considerare questa ipersensi- ogni singola persona. La conoscenza que è cresciuta a tal punto da farvi dubita- bilità come un possibile endofenotipo per genetica potrà permettere di scegliere il re della vostra salute fisica rendendovi il DAP e numerosi successivi studi, molti farmaco giusto per la persona giusta. Un preoccupati di avere una malattia fisica dei quali effettuati presso il Centro Disturbi esempio di questo è un recente studio che grave (ipocondria). Questo timore si è
d'Ansia del San Raffaele, hanno confer- ho condotto al San Raffaele con i miei col- quindi ridotto, purtroppo non in tutti, dopo mato la validità di un suo possibile utilizzo laboratori e pubblicato sulla prestigiosa le rassicurazioni del medico di famiglia, del in tal direzione. Certo anche qui siamo rivista "Neuropsychopharmacology" nel cardiologo, dei medici del pronto soccor- ancora molto indietro con la ricerca, ma è 2005. In questo studio abbiamo dimostra- so e degli altri medici del corpo, che trop- indubbio che si tratta di una strada che to come la risposta al trattamento con po spesso vi hanno semplicemente liqui- potrebbe portare presto a buoni risultati.
paroxetina, una delle molecole di dimo- dato con un "non ha niente" oppure "è La comprensione del significato della vul- strata efficacia nella cura del panico, fosse solo un po' di stress".
nerabilità genetica al DAP necessiterà di influenzata dalla genetica del trasportatore È vero che non avevate una malattia del nuove strategie di indagine che prendano della serotonina, cioè della pompa che corpo, ma gli attacchi si sono ripresen-
in considerazione la complessità dei feno- recupera la serotonina dalla sinapsi su cui tati inizialmente in maniera improvvisa
meni sotto studio. Troppo spesso infatti le agiscono i farmaci serotoninergici. Chi e inattesa e voi avete imparato a difen-
tecniche comunemente utilizzate, special- nasceva con il tipo L del trasportatore che dervi facendo crescere la paura della mente quelle statistiche, risultano essere rendeva più efficiente la ricaptazione della paura, la paura di star male o di avere un poco efficaci allo studio di fenomeni com- serotonina, aveva una risposta migliore attacco (ansia anticipatoria) che vi per-
plessi. In questi casi è d'obbligo passare a rispetto a chi nasceva con il tipo S e que- metteva di essere all'erta, pronti a difen- tecniche più raffinate e che meno tradi- sta differenza era presente in particolare dervi dagli attacchi stessi, forse innocui sul scano la natura di quello che si sta cer- nelle donne. La farmacogenetica sem-
corpo ma devastanti sulla mente. L'ansia cando di capire. Purtroppo quello che si bra promettere di poter identificare chi
anticipatoria poteva essere così forte, guadagna in capacità di spiegazione lo si risponderà ad una terapia e chi no. E la
soprattutto laddove la paura di star male va a perdere in capacità di comprensione genetica potrebbe addirittura permetterci era molto alta, da mimare un vero attacco
del fenomeno. Se invece di considerare il di identificare le persone per cui la psico- di panico (situazionale).
ruolo di cento singoli geni candidati singo- terapia potrebbe essere utile o meno.
Ma come era possibile difendervi dagli larmente, ne si considerano cento tutti in In conclusione, è vero che il DAP non può attacchi? Innanzitutto avete iniziato a evita- una volta in interazione tra loro e magari essere ridotto ad una malattia puramente re le situazioni dove erano comparsi i primi allo stesso tempo anche svariati fattori di genetica ed è indubbio il ruolo di fattori attacchi e vi siete sentiti più sicuri quando
natura extra-genetica, è molto probabile non genetici ambientali nel modellarne venivate accompagnati da qualcuno di
che avvicinandoci alla complessità della l'espressione clinica, ma è altrettanto vero fiducia (non uno qualunque e non era
realtà sia possibile un modello migliore, più che la genetica svolge un ruolo importan- importante che fosse un medico o uno psi- fedele, che meglio la spiega, ma proprio te nel predisporre al DAP e che questa coterapeuta, bastava che fosse di fiducia!) per questo più difficile da capire. Insom- predisposizione sia un fattore necessario che potesse soccorrervi in caso di attacco.
ma, spesso, quanto più una tecnica per lo sviluppo di questo disturbo così Avete iniziato a muovervi avendo bene in modella bene la realtà, tanto meno ce la limitante. Essere predisposti non vuol dire mente la mappa dei punti di soccorso
rende decifrabile; tanto più la semplifica e sviluppare il disturbo, ma in assenza di (ospedali, centri medici, farmacia, abitazio- quindi ce la rende comprensibile tanto questa predisposizione è molto difficile ni di amici, e così via) e poi, piano, piano, meno la saprà spiegare bene.
avere attacchi di panico inattesi anche in man mano che gli attacchi continuavano, Un altro esempio dell'importanza della presenza di condizioni di vita difficili e sfa- avete ristretto il raggio di azione in cui pote- genetica nel DAP e soprattutto nella sua vorevoli. Il non riconoscere questo aspetto vate muovervi con un sufficiente senso di cura è legata alla possibilità di utilizzare del panico, che poggia le sue fondamenta sicurezza, creando quasi una mappa con l'informazione sulla nostra genetica per su studi scientifici solidi, vuol dire negare il confini al di là dei quali la paura del panico scegliere le terapie più adatte per ognuno valore della ricerca scientifica che ha e il rischio non vi permettevano di andare di noi. La farmacogenetica, è un campo a garantito a tutti noi la soluzione a tanti pro- oltre. Avete iniziato a evitare o vivere con ponte tra presente e futuro, sta attirando blemi medici e psichiatrici ed un migliora- disagio luoghi affollati (supermercati,
di anno in anno sempre più interesse, e mento importante della qualità di vita.
negozi, strade) oppure luoghi chiusi
non solo per valutare la risposta al tratta- (ascensori, stanze strette, e addirittura di mento, ma anche la possibilità di prevede- 2. PERCHE' SI ALLA TERAPIA
sentire disagio indossando cinture, cravatte re l'emergere di effetti collaterali alla som- INTEGRATA FARMACI ANTIPANICO
o vestiti stretti!), mezzi di trasporto (auto-
ministrazione di un certo farmaco. La far- & PSICOTERAPIA
bus, metropolitane, treni e aerei) oppure lo macogenetica ci permetterà superare, star da soli per quella maledetta paura di
almeno parzialmente, il metodo a "prove Chiunque soffre o abbia sofferto del DAP, star male. Alcuni di voi, nei momenti più ed errori" che necessariamente viene ora sa benissimo che ciò che questo disturbo pesanti del panico, si saranno quasi trovati utilizzato nella somministrazione delle tera- in primis nega è la libertà, a partire dall'au- agli "arresti domiciliari" bloccati in casa dalla pie. Fino ad ora la scelta delle terapia più tonomia nel muoversi. A prescindere da paura di star male, avendo quindi perso idonea si basa sul giudizio clinico e sugli come eravate prima di aver avuto quel quasi totalmente la libertà di movimento e segue a pagina 14
segue da pagina 13
so, segnale che il processo del DAP è l'evitamento fobico (cioè la capacità di
autonomia. Altri fra voi avranno invece svi- comune per tutte le persone che sono col- evitare le situazioni associate a dei perico- luppato una vera e propria ansia sociale
pite da questo disturbo. È vero che gli li, nel caso del DAP, al rischio di avere un per il timore di poter fare brutta figura in alberi sono diversi (un salice piangente attacco di panico) e l'ansia anticipatoria
caso si presentasse un attacco, paura che non è un pino) e che ogni albero ha un che, con il tempo, cristallizzano il nostro vi ha portato a isolarvi socialmente.
significato diverso per ognuno di noi comportamento nelle mille limitazioni che Avete quindi lottato contro la paura, talvol- (l'albero di casa vostra per voi ha un signi- voi conoscete benissimo. Questi meccani- ta riguadagnando spazi, altre volte per- ficato particolare, diverso da quello che ha smi di difesa si inseriscono nella persona- dendoli, ma sempre impossibilitati a esse- per uno sconosciuto che passa davanti a lità di ognuno di voi, che viene plasmata re voi stessi, a ritornare ad avere le poten- casa vostra!), ma è anche vero che un sia dal temperamento innato che dal zialità che avevate prima di quel maledet- albero è sempre un albero e ha caratteri- carattere che si sviluppa con le esperienze to primo attacco di panico.
stiche comuni, un tronco, le foglie, i rami.
di vita e relazionali, e si caratterizza dal- Ma, cari pazienti, avevate perso molto di Lo stesso discorso vale per il DAP.
l'essere unica e personale e che ci spiega più. Come era possibile programmare il Il DAP non è quindi semplicemente una perché il quadro globale del DAP è diffe- futuro e progettare la nostra vita, avendo la caratteristica individuale, espressione di rente e unico per ognuno pur avendo delle Spada di Damocle degli attacchi sulla quello che voi siete o delle vostre esperien- vostra testa? Come era possibile assumer- ze di vita. Il DAP è una malattia che viene Alla luce di ciò potete comprendere come si responsabilità nuove sul lavoro e nella vita innescata dagli attacchi di panico, bugie
talvolta bloccare farmacologicamente la personale e sociale con questo handicap del cervello – come ben descrive Rosario
causa del DAP, cioè il falso allarme rappre- imprevedibile nel suo decorso? Come era Sorrentino nel libro sul Panico appena usci- sentato dall'attacco di panico inatteso, possibile scegliere liberamente amici e part- to - espressioni dell'attivazione di falsi
accompagnata da una corretta psicoedu- ners, quando la paura vi costringeva a sce- allarmi nel nostro cervello. Gli attacchi di
cazione sul disturbo, possa essere neces- gliere chi vi dava sicurezza ma che non panico inducono quella brutale spaccatura sario e sufficiente a normalizzare la vita e necessariamente amavate? Tutti questi nella vostra vita che vi fa perdere la vostra riacquistare la libertà perduta, la fiducia in dubbi e limiti e molti altri vi hanno tolto la libertà per i mille condizionamenti che indu- se stesso e la possibilità di tornare a vede- libertà di scegliere, di essere voi stessi, di cono costringendovi a difendervi da loro.
re un futuro oltre il panico verso la felicità.
vedere un futuro libero e, in ultima analisi, di Come ci difendiamo dipende da chi siamo, Questo avviene soprattutto quando il lottare con tutte le vostre forze per la felicità.
dalle nostre esperienze, dalle nostre risorse disturbo non sia presente da troppo tempo Il DAP vi ha tolto molto di più della sem-
personali, da chi ci vive accanto ed in ultima e le risorse dell'individuo siano sufficiente- plice libertà di muoversi, vi ha tolto la
analisi dalla società stessa e quindi il quadro mente forti ed equilibrate. La maggior parte libertà di scegliere.
finale del DAP diventa unico e differente per delle volte, tuttavia, le fobie e le abitudini Ecco affacciarsi quindi la depressione, una ognuno di voi, ma non è l'espressione delle comportamentali e mentali acquisite per depressione reattiva a tutte le limitazioni
vostre debolezze o del vostro io lacerato ma difendersi dal panico possono cristallizzarsi imposte dalla paura, e che spesso si
semplicemente dell'interazione tra un mec- a tal punto da mantenersi nonostante la accompagnava perdita della stima in se canismo malfunzionante del cervello e la scomparsa degli attacchi e continuare a stessi e dal desiderio di lasciarsi andare ras- complessità che voi siete.
condizionare, più o meno subdolamente, la segnati al vostro miserabile destino. Ecco la Ecco perché è necessaria la terapia farma- vita di voi pazienti nonostante la causa ini- tentazione di bere o assumere sedativi, di
cologica con sostanze che agiscano princi- ziale del loro svilupparsi sia scomparsa. In annegare la paura dell'alcool e nelle benzo- palmente sulla serotonina che si sono questi casi, è necessario associare alla diazepine illudendosi di avere un attimo di dimostrate capaci di bloccare tutti gli attac- terapia farmacologica specifica una psico- libertà dal panico e dalla paura, per poi chi di panico spontanei che ci colpiscono a terapia per permettere la guarigione dal diventare ancora più schiavi e dipendenti.
tradimento, sia quelli grandi e forti che, DAP. Situazioni analoghe sono presenti È vero che ognuno di voi è unico e il suo soprattutto, quelli piccoli e subdoli che, in anche in medicina: per esempio, una per- DAP ha caratteristiche uniche, tanto che se stessi, vi fanno forse meno paura ma sona che abbia avuto un problema al nessuno si riconoscerà in ogni aspetto del mantengono la paura della paura, nell'atte- ginocchio e si sia abituata a zoppicare, triste percorso appena descritto. Ci sarà sa di poterne avere uno forte, e i compor- quando faccia passare molto tempo prima chi avrà più ipocondria, chi non svilupperà tamenti protettivi di evitamento. Dunque, il di operarsi, nonostante possa ottenere una le fobie, chi sarà stato capace di vincere la farmaco "aggiusta" l'allarme malfunzionan- "restituito ad integrum", cioè una normaliz- paura e, pur stando male, affrontare la te che scatena l'attacco di panico ma deve zazione del funzionamento del ginocchio, strada, i mezzi, la folla. Chi avrà superato essere dato per tempi e dosaggi giusti, continuerà a zoppicare avendo bisogno di la depressione (o meglio demoralizzazio- cosa che spesso non avviene, tali da spaz- una riabilitazione spesso lunga e faticosa.
ne) aprendo gli occhi al pensiero positivo o zare via ogni residuo del panico spontaneo, Parlare di psicoterapia in maniera generica chi non sarà nemmeno diventato demora- anche la sua ombra. Ma non basta.
non è diverso da quello che facciamo lizzato avendo un temperamento forte- Proprio perché non siamo macchine e ci quando parliamo di psicofarmaci in mente ottimista. Chi avrà usato gli alcolici emozioniamo e pensiamo, noi – il nostro maniera generica. Non esiste un tipo di come autoterapia, chi no. E addirittura ci corpo e la nostra mente – combattiamo e psicoterapia come non esiste un tipo di sarà chi a un certo punto sarà guarito ci difendiamo quando c'è qualcosa che farmaci e analogamente al fatto che alcu- senza nessun motivo o intervento. Tutto non funziona. E, nel caso del DAP, impa- ni psicofarmaci (le benzodiazepine) sono questo è verissimo come è altrettanto vero riamo a difenderci dall'attacco di panico inutili e forse dannosi nel trattamento del che ognuno di voi riconoscerà nell'ossatu- utilizzando un meccanismo comune a tutti DAP mentre altri (i serotoninergici) sono ra del percorso descritto il proprio percor- gli esseri viventi, animali compresi, che è utili e spesso necessari, allo stesso modo


dobbiamo ragionare sulle psicoterapie.
psicoterapie, che, pur non agendo diretta- Per poter intraprendere e gestire con effica- Perché si alla psicoterapia cognitiva com-
mente sul DAP, colgono l'evento del DAP cia il percorso integrato che vi ho descritto portamentale come psicoterapia principe
come occasione per ristrutturare la perso- è fondamentale la consapevolezza di non nel trattamento del Disturbo di Panico? nalità di chi è già disturbato a prescindere essere soli, che il percorso per vincere il a) Perché è l'unica, e sottolineo unica,
dal panico. In questo caso il DAP diventa la panico sia possibile e che bisogna avere psicoterapia che ha sufficienti prove
lente che permette al paziente di vedere fiducia nelle proprie risorse e nelle terapie scientifiche per essere considerata più
quello squilibrio di fondo della sua perso- proposte, in questo senso i gruppi di auto-
efficace della condizione placebo nel
nalità che non si era manifestata fino alla mutuo aiuto diventano un momento molto
trattamento del DAP. Indubbiamente altre
comparsa del DAP, ma che non è in alcun importante nel percorso che vi condurrà psicoterapie fanno star meglio i pazienti ma modo la causa del DAP, la cui terapia si alla libertà dal panico. Avendo chiaro in non possiamo sapere se questa sia mero avvale necessariamente della combinazio- mente che questi gruppi sono momenti di effetto suggestione, un effetto generico ne tra farmaci anti-panico specifici e tera- condivisione delle esperienze e di sostegno oppure il risultato di un effetto specifico sul pia cognitivo-comportamentale, come reciproco che tuttavia non possono e non DAP. Questo non vuol dire negare la possi- peraltro la ricerca scientifica ha chiaramen- devono essere momenti di giudizio delle bilità che le altre psicoterapie siano efficaci te dimostrato.
terapie in atto e neppure possono sostituir- ma vuol dire semplicemente invitare chi le In conclusione, analogamente a quanto le in alcun modo. Diventa infine molto sostiene a dare una dimostrazione di effica- avviene quando uno soffra di crisi asmati- importante non perdere l'occasione che il cia specifica nella cura del DAP con studi che o di attacchi di angina cardiaca, DAP vi offre di diventare consapevoli del scientifici controllati. Dunque la psicoterapia anche per il DAP il quadro clinico finale valore della libertà, proprio perché questa cognitivo comportamentale è l'unica che sarà la combinazione dei comportamenti libertà di muoversi, essere autonomi e abbia la garanzia di qualità del mondo difensivi messi in atto dalla persona in poter decidere, scontata per chi non ha scientifico nel trattamento del DAP, tanto da avuto l'esperienza del panico, diventa un essere inserita in tutte le linee guida ufficiali bene prezioso per cui ringraziare la vita ogni (es. Associazione Psichiatrica Americana) per il suo trattamento.
Questo è il presente della cura del DAP, b) Perché, nel trattamento del DAP, è una mentre per il futuro, la ricerca neuroscien- terapia breve, durando dai 3 ai 6 mesi, e
tifica sta già facendo intravedere nella si focalizza sia sul superamento dei condi-
terapia respiratoria specifica anti-pani-
zionamenti, che si esprimono nelle condot-
co (da non confondersi con le varie tera-
te di evitamento e nelle fobie che sono pie respiratorie attualmente proposte l'espressione dei meccanismi di difesa dal- senza studi che ne supportino la vali- l'attacco di panico, che sulla ristrutturazio-
dità.) un possibile strumento integrativo ne degli schemi mentali automatici di
o addirittura alternativo alla terapia farma- pensiero che hanno portato molti di voi a cologica nel blocco della ricorrenza degli vivere con allarme un semplice batticuore attacchi di panico, nella riabilitazione
da sforzo e ad evitare emozioni per il pen- psicovestibolare, una tecnica importan-
siero che potessero scatenare attacchi, e risposta al segnale patologico, cioè te per il superamento delle condotte di che anch'essi sono la semplice espressione l'attacco di panico, e dalla sua personalità.
evitamento legate alla sensazione di dei meccanismi di difesa che tutti voi avete Riaggiustare farmacologicamente il mec- sbandamento che spesso accompagna attivato quando sono comparsi gli attacchi.
canismo d'allarme "guasto" e, quindi, chi soffre di panico e, addirittura, nella Se è vero che il condizionamento alla
rimuovere i comportamenti difensivi sosti- cicloserina, il primo farmaco anti-fobico
paura è il meccanismo di difesa principe
tuendoli con comportamenti normali, ri- capace di potenziare la terapia comporta- con cui si sviluppano le fobie e l'agorafobia insegnando al paziente a vivere senza mentale contro le fobie e l'agorafobia.
e che la catastrofizzazione delle sensa-
paura sono i due passi necessari e decisi- Tutte queste novità sono allo studio in zioni fisiche e delle emozioni, il meccani- vi per uscire dalla trappola del DAP. Negli diversi centri internazionali di eccellenza smo di difesa che porta all'ansia anticipa- infrequenti casi in cui esista un disturbo da alcuni anni e promettono nuove armi toria e agli attacchi di panico situazionali della personalità pre-esistente al DAP, e per vincere il DAP.
(che in realtà sono più delle forti crisi di che per effetto di questi si sia pienamente Proprio perché la sofferenza e le limitazio- ansia che veri e propri attacchi di panico) manifestato, una psicoterapia più struttu- ni causate dal DAP sono molto importan- non dobbiamo dimenticarci che l'attacco rata può essere utile, anche senza avere ti, minando gravemente il benessere e la di panico e questi meccanismi di difesa si un valore specifico nella cura del DAP e libertà di chi ne è colpito, ogni terapeuta, inseriscono su una persona che ha una senza potersi in alcun modo sostituire alle sia esso psichiatra, neurologo, medico o personalità propria, esperienze di vita pro- terapie descritte, pena la cronicizzazione psicoterapeuta, ha il dovere etico di offrire prie, risorse proprie che definiscono il qua- del disturbo stesso.
alla persona che soffre di DAP terapie vali- dro complesso variegato che è il DAP. E Analogamente, la psicoanalisi, pur essen- date scientificamente e non semplici opi- quando la personalità di chi è colpito dal do uno strumento valido per approfondire nioni personali. Perché la via di uscita esi- DAP sia abnorme o le esperienze di vita la conoscenza di se stessi, non può in ste e molti di voi hanno avuto la possibilità infantile e adulta siano tali da interagire con alcun modo essere considerata una tera- di tornare a vivere buttandosi alle spalle il DAP creando una sofferenza maggiore, la pia specifica per il DAP, non avendo alcu- l'esperienza di questo disturbo ed è una terapia cognitivo comportamentale non na dimostrazione scientifica che ne attesti possibilità di cui avete diritto tutti voi, cari basta ed è utile e necessario integrare altre la sua validità.
assertività e cura di sé INTERVISTA AL DR. GIANNI LANARI, DR. ANTONIO MINERVINO E DR. PIETRO STEFANINI Non si può affrontare il tema della "cura" prescindendo dal concetto di "cura di sé": è improbabile che una persona incapace di cogliere e rispettare i propri bisogni, sappia occuparsi in modo sano di un'altra persona.
Ma prima di prendere per buona questa mia affermazione, proviamo ad affrontare il tema dell'autostima, dell'assertività e della cura con alcuni esperti, a cui ho rivolto domande che, spero, possano servire a orientarci in un argomento vasto e delicato.
A CURA DI VALENTINA CULTRERA
Grazie intanto a tutti e tre, per averci regalato un po' del vostro quistando in familiarità, ma perdendo di specificità. Il concetto tempo: approfitto subito della vostra disponibilità e chiedo, a di autostima si riferisce alla considerazione che uno ha di sé, ed ciascuno di voi, una definizione personale di CURA.
è una complessa confluenza di elementi percettivi, biografici, af-fettivi di cui si ha una parziale coscienza. Intendo dire che una DR. LANARI Tutto ciò che noi possiamo fare per trovare il giusto e-
buona parte degli elementi che vanno a costituire quella che in- quilibrio tra il voler bene a noi stessi e agli altri. Quindi la nostra dichiamo come autostima sono inconsci, o per meglio dire non autostima, ma contemporaneamente il rispetto degli altri.
sono nel campo della consapevolezza: questo ci rende conto del- DR. MINERVINO Cura è, secondo me, quell'insieme di atti materiali,
la frequente differenza che si può riscontrare fra la stima che affettivi, professionali e non, che una persona può rivolgere a abbiamo di noi e quella che hanno gli altri.
un'altra persona oltre che a sé in una condizione di bisogno dasoddisfare.
A LEI, DOTTOR LANARI, CHIEDO INVECE DI INTRODURCI AL CON-
DR. STEFANINI La cura, nei secoli, è stata una funzione affidata
CETTO DI ASSERTIVITA'.
quasi esclusivamente ai componenti la famiglia e ai vicini di ca- Per assertività di intende la nostra capacità nelle situazioni con- sa (il prossimo). Nel tempo la funzione si è specializzata in mol- flittuali di rispettare contemporaneamente noi stessi e gli altri, ti ambiti e, soprattutto nell'ultimo secolo e nei paesi economica- invece che essere aggressivi (aggressivo è colui che rispetta se mente sviluppati, si è costruito un vero e proprio sistema di ser- stesso ma non l'altro) o passivi (passivo è colui che rispetta più vizi (educativi, sociali, sanitari) che hanno assorbito molte delle l'altro che se stesso).
funzioni di cura a suo tempo svolte dai componenti la famiglia al-largata. Il senso di insoddisfazione che spesso pervade le perso- DOTTOR MINERVINO, DOTTOR LANARI, È SOSTENIBILE A VOSTRO
ne che entrano in questi sistemi specialistici ripropone il tema AVVISO LA TEORIA CHE, ALLA BASE DEL DISAGIO PSICOLOGICO, AL
della cura come fattore che ha componenti psico-sociali e rela- DI LÀ DEI SINTOMI CON CUI ESSO SI MANIFESTA, CI SIANO PROBLE-
zionali molto importanti. Sovente le persone, infatti, lamentano, MI LEGATI ALL'AUTOSTIMA E ALLA CAPACITÀ DI ESSERE ASSERTIVI?
in questo caso, scarsa attenzione a se stessi. Non c'è sufficiente DR. MINERVINO Certamente mi sembra sostenibile e per le ragioni
cura per esempio nei processi massificati o quando "aiuto" e do che in parte ho esposto prima: una collaudata capacità di essere aiuto secondo schemi precostituiti, senza curarmi di comprende- assertivi e un sano livello di autostima riparano dal rischio di di- re i bisogni e i desideri profondi delle persone. Potrebbe capita- sagi psicologici.
re che l'essere persone aiutanti sia solo una nostra convinzione.
DR. LANARI Sono delle variabili correlate. Di solito, se abbiamo u-
Un problema specifico riguarda le persone che svolgono profes- na buona autostima, abbiamo anche la capacità di stare bene.
sioni di cura: spesso si dice che la scelta di professioni di cura èmotivata, in fondo, dai propri bisogni di cura e, inoltre che esse- DOTTOR STEFANINI, NON SOLO GLI INDIVIDUI, MA ANCHE I GRUPPI
re centrati esclusivamente su processi di cura rivolti agli altri SOCIALI, POSSONO ESSERE INCAPACI DI ESSERE ASSERTIVI: PUÒ
può provocare vere e proprie malattie professionali o quantome- TRACCIARE L'IDENTIKIT DI UN'ORGANIZZAZIONE ANASSERTIVA? CHE
no la sindrome del burn-out (stress lavorativo specifico delle TIPO DI DISAGIO PRODUCE NELLE PERSONE CHE LA COMPONGONO?
Per assertività si intende la capacità di esprimere i propri biso-gni e i propri desideri; in una prospettiva relazionale comunica- DOTTOR MINERVINO, CI PUÒ DARE UNA DEFINIZIONE PRECISA DI
tiva (nel senso che l'assertività gioca nelle relazioni e non solo AUTOSTIMA? È UNA PAROLA CHE COMPARE SPESSO NEL LINGUAG-
sulla singola persona), i gruppi sociali possono essere aperti o GIO COMUNE, MA NON CREDO CHE SIA UN CONCETTO SEMPLICIS-
chiusi all'espressione dei bisogni e dei desideri dei suoi compo- SIMO E SEMPRE CONDIVISO DA NOI PROFANI.
nenti oppure ne possono frustrare l'espressione con azioni san- È vero, si tratta di una parola che, come tante altre, dall'univer- zionatorie. Anche le organizzazioni (intese come insieme di rela- so delle parole psicologiche è migrata nel linguaggio comune ac- zioni finalizzate al raggiungimento di obiettivi condivisi) sarebbe DR. GIANNI LANARI
DR. ANTONINO MINERVINO
DR. PIETRO STEFANINI
MEDICO, PSICHIATRA, RESPONSABILE SERVIZIO DISABILI E PSICOTERAPEUTA COMUNE DI PARMA E DOCENTE PRINCIPI SERVIZI SOCIALI UNIVERSITÀ DI PARMA auspicabile si sviluppassero secondo la logica assertiva e quindi all'altro, di lasciare esprimere emozioni, desideri, aspirazioni, attenta a che i propri componenti possano, il più liberamente speranze, dolori e gioie, bisogni, prospettive di vita. Allo stesso possibile, esprimere i propri desideri e bisogni e non solo opera- tempo, colui che aiuta deve utilizzare la capacità di esprimere le re in modo finalistico per gli obiettivi neutri dell'organizzazione proprie sensazioni positive o negative con molto equilibrio e ca- stessa. In sostanza, la qualità della organizzazione è definita an- pacità empatica, come competenza a mettersi nei panni dell'al- che dalla capacità di essa di porre tra i propri obiettivi la soddi- tro (che consente di capirlo) con il vantaggio di non essere so- sfazione dei propri componenti.
praffatto dal suo problema (che ti consente di pensare e suggeri- Un'organizzazione anassertiva, quindi, produce un senso di ma- re soluzioni adeguate al bisogno).
lessere e di estraneità nei suoi componenti e, alla lunga, inducetentativi di fuga dall'organizzazione stessa. Se parliamo di orga- SE LA MANCANZA DI AUTOSTIMA E LA DIFFICOLTÀ A ESSERE AS-
nizzazioni che per mission sono destinate a occuparsi dei biso- SERTIVI FOSSERO UNA MALATTIA, SAREBBE UNA MALATTIA ALTA-
gni (materiali, sociali, sanitari, educativi, ecc.) delle persone, e- videntemente, la loro capacità di ‘ascolto' dei bisogni e dei desi- DR. LANARI A volte ci sono delle false credenze: nella vita di tutti i
deri più profondi diventa un segno distintivo di qualità. Il porsi, giorni bisogna essere aggressivi per esser rispettati. Chi riesce a invece, nella relazione di aiuto come coloro che sanno già tutto, ottenere dei successi essendo aggressivi è da rispettare. Chi hanno la risposta pronta e standardizzata, induce processi di pensa questo è miope perché, anche se hanno un apparente suc- massificazione e di spersonalizzazione. Si pensi alla comples- cesso iniziale, nel breve e lungo termine hanno un effetto di ri- sità della cura di fronte a persone ‘nuove' che esprimono culture, torno abbastanza negativo. Forse abbiamo delle convinzioni di- sistemi di valori e di vita profondamente diversi rispetto a quelli sfunzionali sull'aggressività o sulla passività.
cui, anche in professionisti della cura, sono abituati. Si impone DR. MINERVINO Il concetto di contagiosità si rifà classicamente ad
una capacità di ascolto nuova.
agenti patogeni di tipo virale o batterico, ma non è improprioparlarne anche in termini psicologici: l'ansia ne è il miglior e- DOTTOR MINERVINO, L'AUTOSTIMA SI PUÒ IMPARARE DAVVERO?
sempio. Per l'autostima e l'assertività, quando difettano, non sa- Si può fare davvero molto per migliorare un livello di autostima prei dire, ma posso immaginare che alcuni atteggiamenti o com- insufficiente e può essere proprio necessario farlo. Di solito è portamenti che ne derivano potrebbe essere condizionanti per meglio chiedere aiuto, non cimentarsi da soli in un'impresa che chi sta vicino e forse in questo senso si potrebbe parlare di con partirebbe senza i minimi presupposti necessari: primo fra tutti DR. STEFANINI Evidentemente esiste la possibilità, soprattutto nel-
proprio un livello di autostima sufficiente. Molti sono gli stru- le organizzazioni che si occupano di cura, che si sviluppino senti- menti cui ricorrere, più professionali come una vera e propria menti condivisi di scarsa autostima e assertività. Questo induce a psicoterapia individuale o di gruppo a vario orientamento, o me- dare risposte standardizzate e quindi a ‘difendersi' dal dolore o no professionali come la partecipazione a gruppi di varia espe- dalla malattia altrui utilizzando schemi di riferimento collaudati rienza: teatro, danza, meditazione, ecc.
(peraltro, anche a tutela dell'ammalato, si pensi ai protocolli diintervento su molte patologie ed eventi particolari). Se la perso- E SECONDO LEI, DOTTOR LANARI, COME SI PUÒ "CURARE" LA
na agisce solo in virtù di un protocollo effettuerà una buona (si MANCANZA DI ASSERTIVITÀ?
spera) prestazione ma questo potrebbe avere scarso valore tera- Iniziando un trattamento psicoterapeutico cognitivo-comporta- peutico (inteso come capacità di produrre un vero cambiamento).
Segnalo poi un altro aspetto. La persona che si prende cura,spesso può andare in depressione perché non trova spazi perso- DOTTOR STEFANINI, CHE RAPPORTO C'È SECONDO LEI TRA LA CA-
nali di manifestazione dei suoi bisogni e dei suoi desideri: troppo PACITÀ DI AIUTARE L'ALTRO E IL LIVELLO DI AUTOSTIMA E DI AS-
presa a occuparsi dei bisogni degli altri non riconosce o non si SERTIVITÀ DI COLUI CHE SI PRESTA A EROGARE TALE AIUTO?
sente legittimata a parlare dei propri. Questo potrebbe innesca- Un professionista (ma non solo) se non ha un buon livello di au- re un circuito negativo che, nel tempo, sarebbe molto negativo tostima non può dare aiuto; questo è un problema, ad esempio, per lei stessa oltre che per le persone di cui si cura.
per le professioni di aiuto a scarso valore sociale (che spesso È in funzione di questo, ad esempio, che nella mia attività ho cer- produce basso livello di autostima), pensiamo alle badanti (ter- cato di sviluppare servizi di sostegno alle persone che si debbono mine quanto mai improprio e in sé spregiativo), agli ausiliari, ma occupare di altre persone. Tra essi, anche un gruppo di auto aiuto anche agli infermieri rispetto ai medici, ecc. Nello stesso tempo, per genitori che hanno figli con deficit gravi: molto spesso il porre proprio nelle relazioni di cura spesso le persone sperimentano e- tutta l'attenzione sui bisogni del figlio non consente di avere l'at- mozioni negative connesse all'eccessivo senso di autostima di tenzione necessaria ai bisogni delle perone che curano. Dare spa- certi professionisti ("senza di me, il deserto…"). È difficile defi- zi di assertività credo possa migliorare non solo le relazioni ma nire il livello ‘giusto' di autostima, se non sulla base dei significa- anche il nostro modo di intendere la realtà in cui siamo inseriti.
ti ed emozioni che esso trasmette nelle relazioni tra le persone.
Allo stesso modo ho sempre considerato importanti i momenti di L'assertività, invece, è una componente essenziale della compe- confronto e gli spazi riservarti agli operatori per avere la possi- tenza di cura: io sono capace di mettermi in una relazione di cu- bilità di parlare di sé, della propria esperienza lavorativa, delle ra se, prima di tutto, sono capace di ascoltare, di lasciare spazio difficoltà e dei desideri che fanno parte della vita professionale.
OME SE PER I RAGAZZI GIOCARE FOSSE SEMPRE UNA COSA SEMPLICE. OGGI SPAZI LIBERI ALL'APERTO, VICINI DI CUIfidarsi, cartoni animati "educativi", parenti vicini ai quali Il cambiamento totale del corpo e la comparsa dei caratteri ses- rivolgersi, tempo per stare insieme con la famiglia appaio- suali secondari possono dunque: Cno spesso ai genitori un'utopia e, per quanto mamma e - confermare l'identità positiva già esistente (il bambino è alto e papà cerchino di cautelare e tutelare i più giovani, non sempre ci atletico e queste caratteristiche restano nell'adolescenza) riescono. Questo ingenera solitamente un forte senso di frustra- - dare un'identità positiva al posto di un'identità negativa (il zione che si tramuta per i genitori in senso di colpa e per i figli in "brutto anatroccolo" diventa cigno) un senso di smarrimento che provoca ansie "motivate" e a volte - danneggiare una precedente identità positiva (il cambiamento destabilizzanti. È vero che l'età influisce sulle modalità di espres- della voce e l'assenza di peluria nei maschi e l'esuberanza del seno sione dell'ansia, ma il periodo adolescenziale rappresenta di per o le gambe storte per le ragazze, l'altezza o il peso non adeguati) sé uno spazio di crescita caotico e irriverente.
- rafforzare un'identità negativa (il bambino brutto, goffo e gra- L'adolescenza costituisce un lungo ponte tra l'infanzia e l'età adul- cile diventa un adolescente con le stesse caratteristiche).
ta che dura circa 10 anni e rappresenta un vero e proprio Perio-
Gli adolescenti sono molto sensibili ai giudizi degli altri nei con- do Critico dello sviluppo, in quanto particolarmente stressante.
fronti del loro aspetto fisico e facilmente condizionabili dai cri- D'altra parte le trasformazioni che si evidenziano in questa fase teri divulgati dai mass-media in merito alla bellezza e alle carat- mettono definitivamente in crisi il mondo dell'infanzia che viene teristiche ideali maschili e femminili.
lasciato alle spalle. Tale destrutturazione risulta necessaria
Possono infatti emergere grossi problemi legati a una immagine per l'ulteriore sviluppo della personalità e del comportamento.
negativa di se stessi, soprattutto quando non si è riusciti a sta- È importante quindi "leggere" gli atteggiamenti e i modi di fare bilire precedentemente una buona identificazione con il genito- dei ragazzi considerando i vari passaggi obbligati a cui sono sot- re dello stesso sesso detto anche "genitore omologo".
toposti anche da un punto di vista fisiologico.
La psicoanalisi è una delle prime correnti psicologiche che iden- La pubertà (o età della virilità) inizia generalmente intorno ai
tifica la pubertà non come "inizio" ma come la "ripresa" o il 10/12 anni per completarsi verso i 15/16 e, secondo inizio della vita sessuale umana.
sotto la spinta della maturazione ormona- L'"inizio in due tempi" della sessualità è le inizia la crescita graduale delle ovaie e una scoperta della psicoanalisi, in corri- dell'utero nelle femmine, della prostata e spondenza dei "due culmini" dello sviluppo delle vescicole seminali (gonadi) per i sessuale, il primo intorno ai 3-5 anni (che maschi; di solito però si fa partire la fa riferimento al complesso di Edipo per il pubertà dalla crescita del seno e dalla maschio e al complesso di Elettra per le prima mestruazione (o menarca ) nelle femmine) e il secondo con la pubertà, ragazze e dalla comparsa dei peli pubici e inframmezzati dal periodo evolutivo della dall'aumento di dimensione del pene nei "latenza". Tali fasi dello sviluppo sessuale ragazzi. Alla piena maturazione sessuale hanno in sé una connotazione dirompente, si accompagna la comparsa dei Caratteri perché irrompono violentemente in un Sessuali Secondari. Le trasformazioni apparato psichico non ancora attrezzato a DI ROSARIA GULLO
morfologiche dipendono da un forte incre- fare i conti con l'impatto violento di una mento di ormoni a opera di una ghiando- spinta sessuale che raggiunge improvvisa- la: l'ipofisi. L'ormone ipofisario stimola
mente dei picchi di intensità sorprendente.
l'attività delle gonadi (cioè delle ghiandole seminali) facendo Nella pubertà questo "eccesso" evolutivo diventa ancora più evi- aumentare la produzione degli ormoni sessuali e la formazione dente che nel primo culmine in quanto i caratteri sessuali secon- di spermatozoi nei maschi e di ovuli maturi nelle femmine.
dari e le spinte ormonali non lasciano più dubbi interpretativi.
Gli ormoni sessuali tra cui il TESTOSTERONE nei maschi e gli E - Non è solo una questione "estetica" come si potrebbe pensare, STROGENI nelle femmine, insieme ad altri ormoni, stimolano la cre- in quanto si propone il tema della costruzione dell'identità del scita delle ossa e dei muscoli e producono la "Crisi di Crescenza".
soggetto che si estende anche all'immagine corporea che diven- Il ritmo di accrescimento del peso e della statura raggiungono ta il mezzo cui viene affidato il compito di veicolare il desiderio poi il massimo di accelerazione nei maschi intorno ai 14 anni e dell'altro da sé (che è essenzialmente il desiderio sensuale e nelle femmine verso i 12 anni. Nel giro di pochi mesi la fisiono- sessuale nei confronti di un altro individuo), che si presenta con mia cambia e cambia anche la percezione che i ragazzi hanno di un'intensità che non ammette di essere negata.
se stessi e il senso della propria identità. È pur vero però che Sindromi anoressiche e bulimiche, depressioni, alcolismo e uso negli ultimi 100 anni l'inizio della pubertà ha risentito di note- di stupefacenti, corse in macchina e/o motorino, molti suicidi in voli cambiamenti tanto da prendere un arco di tempo maggiore età giovanile e altre difficoltà infatti possono essere fatte risalire oscillando da una Pubertà precoce (8-9 anni) a una Pubertà tar- a gravi problematiche relative a un'identità confusa o negativa.
diva (16-18 anni). Tali variazioni portano l'individuo adolescen- Da un punto di vista intellettivo e cognitivo tra i 12 e i 14 anni te in una posizione di DIVERSITA' nei confronti dei coetanei.
inizia a manifestarsi lo stadio delle operazioni formali secon-
Uno sviluppo precoce può portare all'ostentazione di una sicu-
do la classificazione di Piaget, cioè una capacità matura di pen- rezza determinata da un fatto puramente esteriore e privo di una siero astratto o ipotetico-deduttivo; questa capacità però si base di maturazione psicologica (ciò può avere conseguenze struttura completamente intorno ai 15-16 anni.
negative soprattutto per quanto riguarda le ragazze). Emergono L'adolescente tende ad analizzare criticamente i fatti, confronta pulsioni interiori, di ordine prevalentemente sessuale.
il reale con il possibile ed elabora alternative, ha difficoltà a Mentre nei casi di sviluppo tardivo si possono manifestare sen-
impegnarsi con costanza nel tempo.
timenti di inferiorità e valutazioni negative di se stessi.
In questa Crisi Adolescenziale riemergono i bisogni primari già Ancora una volta, è proprio dal mondo della medico. In ogni modo, i fiori di Bach pos- natura che ci arriva un valido aiuto per sono essere tranquillamente superare i nostri problemi legati all'ansia, affiancati a una terapia alla depressione e agli attacchi di panico.
medica senza nessuna Dobbiamo ringraziare il Dott. Edwuard controindicazione, spes- Bach (1886-1936) il quale, dopo numerose so migliorando la rispo- DI SUSANNA CANETTI
ricerche, scoprì che la coscienza funziona sta ai farmaci e ai tratta- in base a determinati modelli di reazione, menti. Può accadere, all'ini- uguali per tutti gli esseri viventi (piante, animali o uomini) e che zio dell'assunzione, di assi- nei fiori di alcune piante selvatiche è presente una sostanza capa- stere a un breve peggiora- ce di riequilibrare questi modelli di reazione, nel momento in cui mento noto come "aggrava- essi siano alterati. Elaborò nei primi decenni del nostro secolo mento omeopatico". Questo uno dei metodi di cura naturale più semplice ed efficace, cercan- fenomeno in realtà è molto do di curare il malato nella sua interezza e non nella malattia, che positivo in quanto sta a indicare che è stato cen- poi è la filosofia dell'attuale medicina olistica. Bach individuò 38 trato un punto importante, poi solitamente scompare tipi di reazioni alterate e li suddivise in sette gruppi. Questi grup- per dare spazio ai miglioramenti. Il metodo di Bach è frutto pro- pi comprendono tutte le forme di paure, rifiuto della realtà, incer- babilmente di una intuizione e di costanti ricerche in campo tezza, solitudine, disagio e atteggiamenti eccessivi verso se stes- omeopatico; di certo è innocuo, ma anche economico e adatto ad si e il prossimo. Come ben sappiamo, spesso i disturbi fisici hanno adulti e a bambini. In campo scientifico però non ha trovato anco- origine da una disarmonia tra emozioni e sentimenti, tra la psiche ra una spiegazione medica, nonostante i vari esperimenti fatti.
e l'Io, quindi curando il disordine psicologico si può curare anche Spesso si è parlato allora di autosuggestione o di effetto placebo, la malattia fisica. Bach ebbe la fantastica capacità di intuire che ma questo non si spiega quando i fiori di Bach si dimostrano effi- per ogni problema esiste un rimedio in natura. Trascorse parecchi caci anche sui bambini o sugli animali, i quali non possono subi- anni ricercando questi rimedi uno ad uno, in fiori ed erbe della re nessuna influenza. Diversamente da molti farmaci, questo campagna inglese. Inventò anche un metodo per estrarre quel metodo non ha effetti collaterali a fronte di un costo molto basso.
"qualcosa di speciale" contenuto nei fiori, per poi poterlo conser- Circa la metà dei soggetti che iniziano questa terapia affermano vare e utilizzare quando necessario. Questo metodo deve essere di avere più sogni notturni, sinonimo di cambiamenti in atto a osservato con cura, a partire dalle modalità di raccolta dei fiori livelli profondo, di provare maggiore necessità di riposo, come se sino all'esposizione al sole, per permettere ai raggi solari di svol- fosse giunta l'ora di fermarsi un attimo e di dedicarsi un po' a se gere l'importante compito di trasferire l'energia dai fiori all'acqua.
stessi. Per altri può esserci una "crisi di coscienza", ossia un I fiori di Bach si assumono in gocce da mettere sotto la lingua, breve peggioramento, come se ci si rendesse conto improvvisa- conservate in apposite bottigliette e per l'individuazione della mente di cosa non va in se stessi, trovando così la chiave per rea- miscela adatta al nostro problema è bene rivolgersi a una farma- gire e autoguarirsi.
cia erboristica specializzata. Solitamente viene chiesto di compi- Abbiamo accumulato tante ferite, se non ne siamo consa- lare un questionario per tracciare un profilo della personalità del pevoli tutte le nostre azioni diventano reazioni a quelle paziente. È importante sottolineare che, in presenza di un distur- ferite. Nella conoscenza di sé c'è la fine del dolore e, quin- bo fisico o mentale, è sempre opportuno prima rivolgersi a un di, l'inizio della saggezza.
sperimentati, i tipi di relazione e le fasi dello sviluppo anche se "adulta", potrà essere affrontata ed elaborata. Infatti l'angoscia in maniera diversa: della pubertà, in tutte le sue forme palesi e latenti, segnala il - la reviviscenza della fase orale: la seconda diede di sicurezza ritorno e la ripresa di una vicenda che il bambino ha già affron- - la reviviscenza della fase anale: la controdipendenza o fase di tato e che ora lo impegna nel passaggio alla posizione di adulto impegnato a fronteggiare la minacciosità della figura genitoriale - la reviviscenza della fase edipica: diventare grande come strumento di identificazione sia emotiva che fisica.
- l'investimento libidico narcisistico: la masturbazione.
Ecco perché il corpo dell'adolescente rappresenta in forma tea- Ciò che è quindi in questione nell'adolescenza, rimanda alle forme trale il terreno di gioco più evidente ed esplicito del Cambia- di controllo che un giovane individuo può mettere in atto per far mento che per sua natura deve trovare un compromesso tra un fronte a qualcosa che lo sollecita in modo talmente stressante da prima già conosciuto ma non più familiare e un dopo agognato e essere avvertito come "pericoloso". A questo pericolo a cui contemporaneamente "pericoloso" perché sconosciuto.
l'adolescente si può sentire esposto egli risponde con l'Angoscia
L'ansia e l'angoscia possono quindi presentarsi come elementi che è il segnale per eccellenza e che ha fatto la sua prima appari- naturali della vita ma la loro gestione non è altrettanto naturale per zione nella vita del soggetto come "segnale d'allarme" già intorno
i ragazzi che hanno bisogno di un occhio vigile ma non opprimen- ai quattro anni (e non semplicemente come reazione riflessa a uno te, un atteggiamento amorevole di ascolto che non deve sfociare stimolo esterno come potrebbe malamente essere interpretata).
nella condiscendenza, una partecipazione genitoriale che va cali- Attraverso l'ansia e l'angoscia il soggetto si attrezza a far fronte brata costantemente e con fatica. I ruoli di mamma e papà nella all'impatto violento e improvviso, "sproporzionato" della pubertà.
vita dell'adolescente devono trovare una nuova strada preferenzia- Se la costruzione dell'identità dell'adolescente sarà sufficiente- le perché ricordiamoci che se nessuno insegna a un genitore a mente solida, l'angoscia che avvolgerà il soggetto, e che è essen- essere tale, è il genitore che insegna al figlio a essere individuo nel zialmente legata all'elaborazione di una spinta sessuale genitale mondo e le sue sono le orme iniziali su cui il figlio si muoverà.
IPPOTERAPIA (DAL GRECO HUPPOS=CAVALLO, THERAPEIA=CURA), MEGLIO DEFINITA TERAPIA PER MEZZO DEL CAVALLO(TMC), mette in contatto cavallo e uomo, nel momento in so tempo anche un'interazione trasversale tra uomo e ambiente, cui quest'ultimo vive una situazione di disagio fisico, psi- uomo e società, uomo e operatori/gruppo, puntando a un rein- L'chico o entrambe le cose, di diversità e di svantaggio. Si serimento della persona nel tessuto sociale. La persona viene viene così a formare una relazione-interazione tra questi due vista sotto un'ottica "olistica", ossia nella sua interezza: corpo, soggetti con obiettivo finale il benessere di entrambi. Il legame mente, ambiente e relazioni. Si cerca quindi di stimolare profondo tra uomo e cavallo è presente sin dagli albori dell'u- l'autoguarigione, di riequilibrare anziché curare, di cercare le manità, ne sono testimonianza i graffiti degli uomini primitivi e cause piuttosto che soffermarsi sui sintomi. Il trattamento per la presenza massiccia nella mitologia più antica. Una conviven- mezzo del cavallo è una possibilità di riscatto, di re-integrazio- za lunga millenni, nella quale il cavallo è stato risorsa alimenta- ne, poiché insegna a gestire i propri limiti, a superare piano re, mezzo di trasporto, strumento di guerra e alla fine compagno piano le proprie barriere, a gestire le emozioni interagendo con nello sport, nel divertimento o per la salu- l'animale e confrontandosi con se stessi e te. Nell'immaginario collettivo il cavallo con gli altri. Anche in questo ambito, dove rappresenta la libertà senza confini, la si lavora sull'immateriale come affetti ed forza, l'eleganza e la mancanza di costri- emozioni, diventa di vitale importanza la zioni o di barriere. I benefici effetti corre- condivisione; infatti senza un'efficace lati all'uso del cavallo furono intuiti in epoche remote, la prescrizione dell'equi- gruppo, i vissuti è come se non fossero tazione a scopo terapeutico si riscontra mai accaduti. Ecco quindi la differenza tra già nel 460-370 a.C. ad opera di Ippocra- il semplice cavalcare e l'ippoterapia, la te di Coo. In Italia l'ippoterapia è stata quale presuppone la presenza di operato- introdotta negli anni '70 dalla Dott.ssa ri-terapisti specializzati, che sappiano belga Daniele Nicolas Citterio, fornendo accogliere l'utente, valutare il percorso un notevole impulso anche attraverso più idoneo tramite dei colloqui e affian- DI SUSANNA CANETTI
l'associazione nazionale per la riabilita- carlo durante il percorso. Se prendiamo il zione equestre (A.N.I.R.E.). In realtà, nel vocabolario, alla voce "riabilitare" leggia- congresso di Amburgo del 1982 con il ter- mo: "rendere di nuovo abile… reintegrare mine ippoterapia viene identificata la prima fase della riabilita- nell'esercizio dei diritti… rendersi nuovamente degni di stima".
zione equestre, la quale comprende il primo approccio con il Da ciò possiamo dedurre che l'autonomia, non soltanto motoria, cavallo. Nei centri di riabilitazione sono presenti una serie di ma anche emotiva e mentale, è il principale obiettivo da rag- attività che mirano al recupero dell'indipendenza, della dignità e giungere. In situazioni di disarmonia la persona si sente preda del benessere delle persone che hanno un disagio psicofisico.
dei propri stati emotivi, viene aggredita dalle proprie percezioni Viene prevista un'interazione tra uomo e cavallo, ma nello stes- ed emozioni che vengono tradotte in angoscia. L'individuo sem- UNA PASSIONE RITROVATA di Susanna Canetti
Penso fermamente che il momento in cui nostro benessere e la nostra indipenden- ho toccato davvero il fondo che ho preso inizia la vera guarigione di una persona za. Ne abbiamo diritto. Ormai è assodato, realmente coscienza del fatto che volevo coincida con l'attimo in cui essa finalmen- la vita, il più delle volte, non va come noi disperatamente tornare a vivere. Ma non te si accorge di avere bisogno di cure, vorremmo che andasse; l'unica cosa sulla come prima, questa volta libera dai com- quando ammette a se stessa di avere un quale possiamo agire è il presente, cer- promessi, dai sensi di colpa, libera dal mio problema e decide che è giunta l'ora di cando di essere felici "qui e adesso". Può non saper vivere le emozioni. Ho iniziato a correre ai ripari. Sembra la cosa più facile però accadere che il presente diventi un essere un po' "egoista", ossia a pensare e logica del mondo, invece non è affatto incubo dal quale non ci si può svegliare, davvero a me stessa e a volermi bene, così. Ci vuole molto coraggio e molta una prigione dalla quale non si riesce a smettendo di ascoltare quel tribunale umiltà per staccarsi dalla vita di tutti i gior- fuggire. A volte anche i nostri stessi pen- interno così spietato che continuava a giu- ni, da quella che ognuno di noi si è creato sieri diventano dei nemici e il nostro corpo dicarmi e a condannarmi. Per essere sin- su misura per sfuggire alla paura del futu- una specie di trappola. Non ho avuto una cera non posso dimenticarmi di continua- ro, per distrarsi dalle ombre del passato, e vita facile, ma anche nei momenti peggio- re a ripetere che in questo mio percorso uscire quindi da una realtà fatta di abitudi- ri ho sempre saputo trovare la forza per un ruolo fondamentale l'ha avuto il mio ni e compensazioni per tuffarsi piano combattere e non perdere la speranza. Ma gruppo. È stato indispensabile nell'aiutar- piano nella vita "vera", quella del nostro quando ho iniziato a soffrire di attacchi di mi a sciogliere parecchi nodi sparsi nella animo e delle nostre emozioni. Questo è panico c'è stato un periodo durante il mia mente, a indirizzarmi in un difficile per- vivere il presente; è vivere con noi stessi, quale pensavo fosse meglio morire, piut- corso di introspezione e di analisi delle mie accorgersi di noi stessi, prestarsi delle tosto che vivere una vita nella quale ti è relazioni umane. Ritrovandomi e immede- attenzioni, ascoltarsi con pazienza e stato tolto il sorriso, il piacere del sonno, la simandomi nei racconti fatti dai miei com- soprattutto con amore. Bisogna iniziare ad voglia di sognare, la forza per mangiare, la pagni di gruppo, condividendo con loro amarsi e a desiderare con forza di riacqui- capacità di godere delle piccole cose.
ansie ed emozioni, provando a raccontar- stare la nostra libertà, la nostra serenità, il Penso sia stato solo nel momento in cui mi, ho riscoperto la vera me stessa. E bra aver bloccato la comunicazione con se stesso. Pare allora Definire l'ippoterapia una terapia alternativa rispetto quelle tra- indispensabile l'introduzione di un mediatore, e questo ruolo di dizionali non è corretto. Piuttosto si potrebbe definirla una tera- co-terapeuta può essere svolto dal nostro amico cavallo. Infatti pia complementare, da programmare e definire all'interno di un la comunicazione con l'animale sembra essere più facile in più ampio progetto riabilitativo personale, il quale deve essere quanto non verbale, ma basata su un codice diretto ed esplicito monitorato periodicamente da diverse figure specialistiche. È centrato sul presente. Grazie a questa nuova modalità di comu- importante sottolineare di evitare le terapia "fai da te" o di nicare, l'individuo sembra tollerare con minor angoscia situazio- abbandonare terapie farmacologiche senza rivolgersi al medico ni e avvenimenti della propria vita. Ma perché ciò avvenga di fiducia, ma piuttosto valutare insieme a lui la possibilità di l'individuo deve entrare, con compassione, in contatto con le cogliere questa opportunità, rivolgendosi rigorosamente a centri proprie carenze. Per alcune persone i confini rappresentati dal specializzati e accreditati. L'effetto terapeutico dell'ippoterapia corpo e dal tempo (spazio-temporali) vengono vissuti come delle si basa sul rapporto dialettico che si instaura tra uomo e caval- prigioni. Per noi umani la capacità di vivere nel presente, per lo, ricco di sensazioni piacevoli e rassicuranti, coinvolgenti sotto quanto sia l'unico tempo a nostra disposizione, non è per nulla il profilo emotivo, aiutando a sviluppare il senso di fiducia e di scontata. I cavalli invece vivono solo nel presente, anche se non sicurezza. Ecco alcuni degli aspetti positivi di questa terapia scordano niente del passato, e ogni esperienza è fonte di cono- "non tradizionale": scenza. Quindi è come se ci lanciassero una sfida, quella di è in grado di generare sentimenti ed emozioni intense favorendo imparare a essere come loro: apprendere dal passato, disporci il processo di apprendimento; con curiosità verso il futuro più prossimo, andare incontro a noi il cavallo è un essere che esprime emozioni proprie come la stessi. Tenendo sempre presente che in un viaggio la cosa che paura, nelle quali ci si può riconoscere, e dove la persona può conta non è arrivare alla méta, ma come si percorre la strada assumere un ruolo rassicurante; per arrivarci. Il TMC è basato sulle relazioni, su un linguaggio cavalcare offre sensazioni di protezione, autostima, fiducia in se emozionale. Imparare a piangere, ridere, aggredire fa parte della terapia. La drammatizzazione, cioè la capacità di dare espres- permette di stabilire un contatto fisico "intimo" e di sentirsi gra- sione alle emozioni, è una tecnica riabilitativa. Ma perché le tificati, sia nell'offrire cure e carezze, sia nel ricevere manife- emozioni sono così importanti? Negli ultimi 15 anni le neuro- stazioni di piacere da parte dell'animale; scienze hanno dimostrato, attraverso l'osservazione del cervel- il cavallo possiede le qualità (calore, morbidezza, sguardo, movi- lo, che le emozioni hanno un ruolo fondamentale nell'apprendi- mento ritmico) necessarie a sviluppare il processo di attacca- mento dalle esperienze e perciò sono indispensabili nelle situa- mento fondamentale per lo sviluppo dell'essere umano.
zioni di crescita e cambiamento. Si può affermare che il nostro Il cavallo è un essere estremamente sensibile che può donare cervello funziona a emozioni, quindi è da esse e dalla capacità all'uomo calma e serenità, condividendo con lui il suo disagio, di viverle che dipende la qualità della nostra vita. Più emozioni regalandogli la formula magica per ritrovare la forza e la dignità.
positive riusciamo a vivere e più verrà potenziato e sviluppato il E donandogli amore e riconoscenza, egli trasmetterà anche un sistema della capacità cognitive.
importante insegnamento: più amore si dà più se ne riceve.
ancora oggi mi chiedo dove fosse finita distante da casa mia. Lì c'erano parecchi pensieri. Penso che in questo modo la per tutto quel tempo. Ho ritrovato i miei cavalli e io spesso me ne stavo per ore a vita mi stia dando una seconda possibi- desideri, le mie passioni, le mie aspirazio- guardarli pascolare nei prati, oppure lità, mi stia indicando una possibile strada ni, i miei pregi e i miei difetti. Ho avuto la restavo nella scuderia sino a tardi per da percorrere. Non posso non ringraziare sensazioni di aver perso parecchie occa- spazzolarli. Non vedevo l'ora che arrivas- con tutto il cuore i miei amici cavalli, i sioni, di essere stata una spettatrice della se la domenica perché il proprietario dei quali, durante tutto quest'anno passato mia vita, e ho sentito come mai prima la cavalli mi faceva montare e mi dava lezio- insieme, dopo tanta lontananza, hanno necessità di vivere a mille all'ora per poter ne in maneggio. Ecco, questa per me era saputo regalarmi tanto amore e insegnar- recuperare. Ho capito che bisogna dare la felicità: l'odore del fieno, l'aria aperta, e mi tante cose importanti: il rispetto, la spazio alle cose che amiamo, che ci il contatto con quell'animale fantastico responsabilità, la sensibilità e il senso appassionano, che non bisogna avere che è il cavallo. Da quel fine settimana in della libertà. Niente più del cavallo può paura di far valere le proprie idee, o teme- Toscana non ho più smesso di dedicarmi simboleggiare e rappresentare la libertà, re il giudizio altrui, ma essere orgogliosi di alla mia passione per i cavalli, e ho inizia- fisica e mentale, l'armonia e la forza allo noi stessi senza soffocarci.
to a frequentare un centro ippico vicino a stesso tempo. Grazie alle attività svolte Pensavo di non avere più passioni e inve- casa mia. Quello è diventato il mio rifugio, con i cavalli, il mio carattere insicuro e ce le avevo soltanto relegate in un ango- il posto dove mi sento in armonia con me pauroso è andato temprandosi piano lo per evitare che potessero farmi del stessa e con il mondo. Spesso sento un piano, e spesso è stato messo a dura male. Così, a marzo dell'anno scorso, la vero e proprio bisogno di prendere la prova. Ho dovuto ogni volta imparare a mia ricerca ha iniziato a dare i primi frutti macchina e correre al maneggio, ed è gestire le mie emozioni, ad avere auto- ed è successo in Toscana, in un bellissi- questo bisogno che mi fa alzare la dome- controllo e imparare a oltrepassare i miei mo agriturismo. Dopo tanti anni, con nica mattina presto o uscire la sera limiti. Soprattutto ho scoperto che in una ancora qualche strascico d'ansia, sono d'inverno con la nebbia. La verità è che relazione ci sono vari modi di comunica- finalmente risalita a cavallo! Quand'ero quando sono con i cavalli il tempo sem- re, spesso trascurati, come i gesti, il con- bambina e sino all'inizio dell'adolescenza, bra fermarsi, la mia mente è così focaliz- tatto fisico e l'emotività, che si rivelano la maggior parte del tempo la passavo zata sul presente che si svuota completa- spesso più efficaci e diretti delle semplici nella fattoria di un amico di famiglia, poco mente, tanto da dimenticare problemi e parole. Nel cavallo mi sono anche potuta segue a pagina 30


Il gruppo d'auto-mutuo aiuto i chiamo Giuseppe, ho 42 anni e da tempo soffro di un'opportunità per stravolgere e modificare la tendenza all'iso- disturbi d'ansia generalizzata; sono dal mese di lamento e alla sensazione di imbarazzo e soggezione, trasfor- novembre 2007 in un gruppo di auto-mutuo aiuto della mando e diventando un'occasione, una risorsa che mi permette MLidap a Parma che si riunisce ogni lunedì alle ore di riconsiderare la scelta di vita fatta, malgrado contro me stes- 19:00. Il gruppo di auto-mutuo-aiuto di cui faccio parte è compo- so, che spesso ripete un "copione" di vita che non mi appartie- sto da 9 persone accomunate dal desiderio di superare lo stesso ne. Il gruppo per me è il luogo dove si impara a confrontarsi, a disagio psicologico. Tale disagio viene affrontato ed elaborato in ritrovare fiducia in se stessi e negli altri, ad acquisire autostima, prima persona attraverso il confronto, la condivisione e lo scam- ad aprire il cuore e a trasmettere emozioni, sentimenti e pen- bio d'informazioni, emozioni, esperienze e problemi. Nel gruppo sieri. La depressione, l'ansia, il panico, la malinconia, il dolore, di auto-mutuo-aiuto si ascolta e si è ascoltati, senza pregiudizi, la confusione, la solitudine non sono vissute come una malattia, in un clima armonioso in cui si scoprono e si potenziano le pro- ma come momenti di vita di ognuno di noi; quello che cambia è prie risorse interiori. Il gruppo si autogestisce seguendo un siste- il modo di affrontarli e superarli. Nel gruppo si ascolta e si è ma condiviso di obiettivi, regole e valori; rivolge una particolare ascoltati, senza pregiudizi, senza giudizio, in un clima armonio- attenzione alle origini sociali dei problemi senza però trascurare so, in cui conta non tanto trovare soluzioni istantanee ai proble- i fattori individuali, incrementando le capacità relative alla sfera mi ma, scoprendo le proprie risorse interiori, poterli affrontare emotiva e interpersonale. Le problematiche evidenziate nel grup- positivamente con più forza. Nel gruppo si ritrova così fiducia in po sono molteplici: per esempio c'è chi non si sente in sintonia se stessi e negli altri, si acquista autostima e in una risata col- con l'ambiente che lo circonda, chi, quando si trova insieme agli lettiva si riesce magari ad alleggerire situazioni dolorose o tra- altri, avverte un distacco emotivo e ha difficoltà a comunicare, giche le quali, una volta espresse, perdono la loro unicità o chi sente di non riuscire a esprimere a pieno se stesso in fami- drammaticità e ritornano ad essere comuni. Nel gruppo non ci glia o nell'ambiente di lavoro, chi vive la sono interpretazioni; non si risolve il problema depressione, l'insicurezza, l'ansia, il panico, la di nessuno, ma facilita la comunicazione, lo malinconia, sentendosi così una persona esclu- scambio, la riflessione comune all'insegna del sa rispetto a chi, forse, vive gli stessi problemi, pensiero positivo per cui ognuno trova da sé la ma non ha il coraggio di esprimerli.
propria risposta personale.
Nella mia breve esperienza ho capito che tener- Il gruppo di auto-mutuo aiuto è un laboratorio si tutto dentro aggrava i problemi. Il nostro faci- dove si impara a confrontarsi, a ritrovare fidu- litatore è il partecipante al gruppo che agevola cia in se stessi e negli altri, ad acquisire auto- i rapporti tra i 9 componenti e aiuta il gruppo a stima, ad aprire il cuore e a lasciare trasparire raggiungere con efficacia i propri obbiettivi. Il emozioni, sentimenti, pensieri. La disponibilità nostro facilitatore della comunicazione ha il a cambiare diventa già una conquista e un peculiare compito di riuscire a cogliere e ripor- superamento. Non è il problema che sparisce di tare al gruppo, in termini espliciti e comprensi- colpo, ma è la persona che, cambiando, sposta bili, quei contenuti emotivi che non vengono la sua "posizione esistenziale" nei confronti del comunicati esplicitamente nella discussione dai problema. Nello spostamento dei termini si membri, ma che invece contraddistinguono gioca la possibilità di cambiare la propria con- profondamente gli scambi relazionali all'interno della dimensione dizione di vita e si ritrova la forza e il coraggio di essere un po' gruppale di questa esperienza, al fine di dare il maggiore senso di più felici. Il problema di patologie come l'ansia generalizzata, completezza ai nostri incontri perché nulla di ciò che viene vissu- l'ansia fobica e l'attacco di panico ha assunto negli ultimi anni to all'interno del gruppo vada perso o non utilizzato al meglio in una rilevanza sociale di incredibile ampiezza. Si tratta in effetti base alle esigenze di ognuno dei partecipanti. Io so che un grup- di sindromi la cui diffusione epidemiologica è in crescita conti- po di auto-mutuo-aiuto non è un gruppo terapeutico, ma si pone nua. Basta riflettere sul sorprendente dato statistico che ci infor- come intervento integrato a quelli tradizionali (farmacoterapia e ma che le forme sindromiche di tipo fobico-ansioso toccano psicoterapia). Il gruppo offre sostegno emotivo attraverso la rot- ormai una percentuale della popolazione globale che si aggira tura dell'isolamento e la condivisione reciproca, permette una cre- intorno al 20%. Si perviene a questa drammatica cifra conside- scita personale e l'adattamento a quelle condizioni della nostra rando come patologia non solo le fobie più strutturate (cioè vita che percepiamo emotivamente stressanti, rende chi vi parte- l'agorafobia, la claustrofobia e l'ipocondria), ma anche un distur- cipa protagonista attivo della ricerca del proprio benessere e di bo meno visibile e tuttavia non meno invalidante qual è la "fobia quello degli altri membri del gruppo, perché ognuno mette a sociale", cioè la paura, propria di molte persone, di avere un con- disposizione degli altri le proprie capacità. Il gruppo aumenta il tatto stretto o continuativo con altri esseri umani. Questa fobia potere e il controllo su noi stessi e sugli altri perché nei nostri viene spesso confusa con le altre fobie, ma ha un tratto differen- incontri si ha la possibilità di scoprire risorse che non credevamo ziale, perché riguarda le relazioni umane piuttosto che le situa- di possedere e quindi di attivarle. Inoltre il gruppo di auto-mutuo- zioni. Queste patologie hanno dei costi sociali molto elevati. Con- aiuto per me è un'esperienza altamente coinvolgente che aumen- siderata la particolare configurazione sintomatologica, è eviden- ta la propria autostima, attiva l'emotività e ci fornisce gli stru- te che si tratta di patologie notevolmente invalidanti, che non menti per utilizzarla al meglio nei rapporti con gli altri, favorendo solo portano sofferenza ai soggetti colpiti e ai loro congiunti, ma anche la nascita di nuove amicizie.
sono anche causa di rilevanti costi sociali.
Il gruppo che io frequento da alcuni mesi è stato per me GIUSEPPE P. DI PARMA
Sono Monica, ho 31 anni e sono nata in aveva molto tempo per me, e nemmeno potevo biasimarlo… Sicilia a Sant'Agata Militello in provincia Da allora ho fatto dei lavori saltuari, però nel frattempo avevo di Messina; vivo a Roma da 7 anni. Mi finalmente degli amici miei, e questo mi è stato molto utile; poi sono sposata nel 2001, mio marito è nato mio marito mi ha sempre spronato ad affrontare il problema e a e vissuto a Roma ma ha anche lui origini non chiudermi in casa. Ho intrapreso una terapia di tipo cogni- tivo comportamentale e sembrava che tutto funzionasse per il DI MONICA DI ROMA
Ho cominciato a soffrire di attacchi di meglio; ho fatto diversi viaggi in giro per il mondo e ogni volta panico circa 13 anni fa, l'anno della maturità. All'inizio pensavo mi sentivo più forte fino a questo anno, che infatti è stato piut- che la tachicardia dipendesse da problemi fisici ma presto uno tosto faticoso: abbiamo cambiato casa. È più grande, più como- psichiatra amico di famiglia mi ha diagnosticato gli attacchi di da e vicinissimo a dove abitavo prima ma mi ha destabilizzato panico. Non avevo idea di cosa si trattasse né tanto meno come tantissimo; i lavori di ristrutturazione e poi un viaggio ad aprile poterli superare; ho assunto per un anno degli ansiolitici che che forse non volevo fare, a luglio ho ricominciato ad avere i hanno tamponato per un po' il problema. primi attacchi di panico, ma ancora non mi limitavano in niente.
Poi ho conosciuto mio marito e grazie alla spinta che mi dava ad Ma ad agosto era previsto un viaggio in Perù che non ero con- affrontare i viaggi a Roma e l'amore che nasceva sono riuscita vinta di fare perché molto duro dal punto di vista fisico a causa quasi a dimenticare la mia ansia. Nel 2000, dopo 2 anni che io dell'altura, infatti saremmo stati per la maggior parte del tempo e Angelo stavamo insieme, abbiamo preso la decisione di spo- a una quota di 4000 m. e questo non giovava certo alla mia ansia sarci e mi sono trasferita a Roma. Ho subito trovato lavoro in che si era rifatta viva. Infatti il viaggio si è risolto in un disastro: una sub agenzia di assicurazioni, dove avevo già un'esperienza sono stata malissimo con il mal di montagna, probabilmente di circa 5 anni perché in Sicilia mia sorella ha un'agenzia assi- associato al panico e siamo dovuti rientrare prima. Da allora mi curativa; però dopo 2 anni la sub agenzia ha chiuso e io sono sono tornati tutti i disturbi con tutta la loro violenza. Non riesco rimasta senza lavoro per un po' ed è proprio in questo periodo più nemmeno a restare sola in casa, ad andare a fare la spesa.
che mi sono tornati con violenza gli attacchi di panico. Ho cer- La sensazione di sentirsi male da un momento all'altro, ti manca cato di tamponarli con l'aiuto degli ansiolitici ma non bastava- il fiato, il cuore sembra impazzire e la vergogna di darlo a vede- no: il senso di impotenza e di solitudine non venivano placati da re ti paralizzano. In questo periodo non riesco più a mettermi in niente, nessuno poteva capirmi, tanto meno mio marito che discussione, a mettere in atto i pensieri funzionali: sono stanca stava cominciando con la sua attività imprenditoriale e non di dovercela fare da sola….
Avventure nella Serendipity Nel millenovecentocinquataquattro un sociologo di nome Robert King Merton formalizzò Mi chiamo Maria Giulia e ho 28 anni. Soffro di all'interno di quella che sarebbe diventata la sua opera magna i concetti fondamentali ansia dal 2004. Il primo attacco di panico l'ho della sociologia strutturalista. Teoria e Struttura sociale rimane ancora oggi un testo con avuto 2 mesi dopo la morte di mia madre, mala- cui i sociologi e i loro colleghi dovrebbero confrontarsi; la ricchezza dei contenuti delle ta di tumore da 8 anni. Ricordo benissimo ogni sue pagine è meravigliosa fonte di riflessioni che scavalcano le barriere della disciplina particolare di quell'attacco, che è stato un vero e riguardano da vicino tutti quanti coloro che si confrontano con questioni di matrice shock. Per mesi nessuno mi disse che cosa mi stava succedendo, nonostante sia andata più Tra i tanti argomenti, l'autore ha affrontato e definito un processo di scoperta scienti- volte dal mio medico di famiglia. Nella mia igno- fica che si dice serendipity. Quando leggevo questo libro fui subito incuriosito dalla ranza ero convinta di avere la sclerosi multipla.
stranezza del termine, che emergeva da un indice colmo di concetti/termini scientifi- Non so perché… semplicemente non mi pareva ci. La mia curiosità mi portò a saltare un blocco di pagine fitte e compatte per arriva- possibile che i disturbi fisici che avevo, così re subito al paragrafo dedicato a quella potenti e devastanti, potessero essere creati parola magnetica. La mia fame di sapere dalla mia mente! Finalmente, dopo 8 mesi, mi è stato detto ciò che avevo e ho cominciato a esse- e la mia sconsiderata curiosità furono re curata. Sono stata finalmente bene, dopo tanto disagio. Ma la paura era rimasta e un'altra crisi, saziate, e al tempo stesso le mie idee dopo un anno e mezzo, è tornata. Ho scoperto di non avere più attacchi di panico, ma ansia gene- sulla scienza subirono un rigoroso rim- ralizzata, più persistente, ma più gestibile. Mi sono fatta forza così, cominciando a capire che provero: non tutto quello che gli scienzia- l'ansia si può tenere sotto controllo e, se lo voglio, posso avere la meglio su di lei. Certo i momen- ti scoprono volevano intenzionalmente ti di ansia tornano ancora, ma con il bagaglio di esperienza che mi porto so che posso controllar- la e impedirle di prendere il sopravvento. Per la prima volta dopo tre anni, anche grazie ad Anto- Impossibile a crederci, almeno pensando nella e Margherita della Lidap e a tutti i miei compagni di viaggio (che ho conosciuto nel corso alla logica sottesa alla forma comune della delle tre conferenze sull'ansia, che si sono tenute a Correggio all'inizio dell'anno, e che incontro scoperta scientifica. Il caso della serendi- tutti i martedì al gruppo di auto aiuto di Correggio), quest'estate mi sono ritrovata a pensare più pity significa proprio questo: cercare qual- volte anche alle cose positive che l'ansia mi ha portato (e non solo a quelle negative). Se per tre cosa e scoprirne un'altra, la quale devia gli anni l'ho sempre e solo vista come un mostro che mi ha causato una grande infelicità e mi ha fatto interessi del ricercatore verso nuovi e ina- perdere molti dei punti fermi e delle convinzioni che mi ero costruita, da qualche tempo mi accor- spettati oggetti di ricerca.
go di essere più vera e di cercare, a differenza di un tempo, la parte profonda di persone e cose, Per stabilire familiarità con questa nuova con un indubbio miglioramento nei rapporti interpersonali e nel rapporto con me stessa. Dopo il nozione provai ad applicarla al di fuori buio i primi raggi di sole creano in noi un sentimento di stupore, abituati come siamo a stare male.
degli steccati di un ragionare scientifico e È proprio allora che dobbiamo con forza e senza paura dire il nostro SI' alla vita. MARIA GIULIA
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LA SCIMMIA E LA CILIEGIA N UN RACCONTO SUFI SI NARRA: "C'ERA UNA VOLTA UNA SCIMMIA CHE ERA MOLTO GHIOTTA DI CILIEGE. UN GIORNO,vedendone una particolarmente succosa, scese dall'albero La scimmia si era liberata, ma era prigioniera. Il cacciatore si per prenderla. Purtroppo il frutto era contenuto in una botti- era servito della ciliegia e della bottiglia, che erano ancora in Iglia di vetro trasparente. Dopo alcuni tentativi, la scimmia suo possesso".
capì che poteva afferrarlo solo infilando la mano dentro la botti- A volte le trappole si nascondono dentro la nostra mente. Chi ci glia, attraverso il collo. E così fece. Quando richiuse la mano guarda da fuori non comprende perché siamo aggrappati alla cilie- sulla ciliegia, si accorse di non poterla tirare fuori perché il gia, qualche saggio consigliere ci suggerisce di abbandonare il pugno chiuso per prendere il frutto era più grosso del diametro frutto (e si fa anche pagare per questo.) ma il problema rimane.
Allora cosa fare, che strategia adottare? L'ansia non è una cilie- Ora, tutto ciò era stato previsto: la ciliegia nella bottiglia era, gia succosa, ma non cambia l'ottica della questione: la teniamo infatti, una trappola preparata da un cacciatore di scimmie che stretta nel pugno. Non sappiamo perché, ma inconsciamente lo conosceva bene il loro modo di ragionare.
facciamo e ci cattura.
Quando sentì i lamenti dell'animale, il cacciatore si avvicinò. La Se la mente è la bottiglia, il nostro inconscio è quella forza che scimmia tentò di scappare ma, avendo la mano imprigionata ci porta a subire quella stretta mortale.
nella bottiglia, come pensava, non poté spostarsi abbastanza Eppure noi possiamo farcela, occorre aprire il pugno. Il caccia- rapidamente per sfuggirgli.
tore conosce il modo di ragionare della scimmia ma non quello La scimmia, però, aveva ancora in pugno la ciliegia o, perlome- no, così credeva. Il cacciatore acchiappò la scimmia e un attimo Se osserviamo bene la bottiglia, possiamo comprendere che dopo le diede un colpo secco sul gomito facendole mollare la essa contiene solo un inganno.
NINNI GIUNTA
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Uno stupido anello, d'oro, da femmina sono fortunati hanno la meravigliosa e pensai alle volte che nella vita di ogni gior- peraltro. Che rabbia. Lo raccolsi, lo guar- potente virtù di saper disaffezionarsi alle no mi era capitato qualcosa di simile. La dai, mi schifai e alzai la mano per lanciar- sensazione che provai fu di tremendo, lo oltre la strada, contro la vetrina del Anche se non trovai mai Valentina, che meravigliato stupore. Non potevo nemme- negozio di giocattoli, che aveva finito i cercai per due lunghissime settimane, no contare sulle dita le occasioni in cui lo portachiavi e precedeva il portone della inciampai durante una delle mie escursio- svolgersi delle mie faccende aveva intra- scuola. Potete immaginare uno scenario ni in un'oreficeria, che acquistò il mio anel- preso un simile andamento.
lo ricambiandomi con una cifra sufficiente Eccone un esempio, solo il primo; il più Certo che sì, vi dico io venti anni dopo.
per poter acquistare un telescopio. Ora si antico che mi torna in mente. Avevo 7 anni Avrei potuto ritrovare Spider Man, e farla trattava di diventare un astronomo. Il e mi ero perso il portachiavi di Spiderman.
finita lì. Avrei ritrovato la mia pace momen- mestiere che a partire da quel momento Un tragedia che potete immaginare. Lo tanea e sarei stato un bambino contento avrei sempre voluto fare.
ricercai per un mese, obbligando mio padre fino al giorno successivo, quando avrei Questa che vi ho raccontato è solo una a percorrere ogni giorno la stessa strada, cambiato portachiavi abbandonando delle tante avventure nella serendipity che andata e ritorno del quotidiano tragitto sco- l'uomo ragno per un altro supereroe. ho scoperto di aver intrapreso negli anni, e lastico. Ero sulle tracce di me stesso, pas- Mio padre, che assisteva all'accaduto, mi le vicende che la compongono, nel loro seggiavo ogni mattina sui passi della matti- fermò giusto in tempo e mi fece notare intrigo, si prestano perfettamente come na precedente. Ma niente Spiderman.
che dentro la mia mano si nascondeva un metafora dell'andamento non sempre pre- Le ricerche, per quanto attente e ragiona- piccolo tesoro. Il mio disgusto si fece stu- vedibile della conoscenza scientifica.
te, tradivano puntualmente le mie speran- Cercavo una cosa, e ne ho trovata ze e la mia fiducia.
Aprii la mano e guardai: c'era un anello, un'altra, che ha cambiato il corso delle Poi, in una giornata qualunque, capitò che d'oro, da donna peraltro. E adesso stavo mie giornate, che sempre più si assomi- il mio sguardo, nella sua traiettoria oscil- per scagliarlo contro mio padre. Ma lui mi lante e disperata, infantilmente ostinata, fu invitò di nuovo a guardare, dentro l'anello.
Tornando a discorsi più vicini ai nostri attratto da un bagliore metallico che spic- C'era una scritta: il mio Amore a Valentina. temi, credo che da questa storiella possa- cava dal grigio del suolo. SPIDERMAN, Il mio stupore si fece rancore.
no trarsi delle riflessioni.
esclamai, HO RITROVATO SPIDERMAN! Ma il rancore si tramutò in ardore quando Nei giorni scorsi mi è capitato di ascoltare Avrete già capito che non poteva essere colsi il senso del messaggio che mio un'amica, spaventata, persa e stremata andata così. Sarebbe stato bello, ma non padre aveva voluto lanciarmi. Ora avevo dai primi attacchi di panico, che l'hanno poteva essere andata così.
una nuova missione, trovare Valentina e colta di sorpresa nel periodo natalizio. La Quando mi chinai a infilare la mano in restituirgli il suo Amore. Ciao Spiderman, è mia vita è cambiata, mi diceva, ho perso mezzo al fogliame, ai mozziconi di sigaret- stato bello finché è durato, ma le nostre quello che avevo e devo trovare il modo di te, alle cartacce e agli altri rifiuti da marcia- strade si dividono qui. Non occorre rac- far tornare tutto come era prima. Il suo piede, capii al tatto di aver trovato qualco- contarvi il seguito di questa storia. Ero un bisogno di riportare la vita al solito ordine sa di diverso. E non mi piacque.
bambino, e i bambini quando anche non mi ha fatto tornare in mente la lettura di cui Noi appanicati, termine che preferisco a mo. Qualcuno potrebbe pensare che io stia esagerando nel dire DESIDERARE dappati, siamo molto bravi a immaginarci questo. In realtà non esagero affatto. Constato la realtà che vedo in difficoltà per qualcosa che non abbiamo coi miei occhi, così come voi siete liberi di constatare la realtà che ancora fatto. A volte ci torturiamo gratis vedete con i vostri. E se vedete e sentite quello che vi sto dicendo, perché pensiamo a cosa succederebbe se certamente potete iniziare a mettere in pratica ciò che vi ho comu- facessimo quello, se facessimo quell'al- nicato. Ebbene, voglio fornirvi un semplice quanto efficace sugge- DI VINCENZO PATERNUOSTO
tro… Ma se non l'abbiamo ancora fatto, rimento. Pensate a un momento della vostra vita passata in cui come facciamo a sapere che andrà sicura- eravate felici, gioiosi, allegri. Probabilmente non vi verrà facile mente male? Credo che questo schema di pensiero, diventato per ricordarlo e soprattutto immaginarlo. Questo perché vi siete abi- noi un'abitudine, possa immediatamente essere modificato senza tuati e convinti di essere incapaci di essere felici e di stare bene.
aspettare mesi o anni. Come? Iniziando a essere consapevoli che Non c'è nulla di più falso di questa vostra convinzione! Focalizza- alcuni pensieri o immagini che riproduciamo a memoria li abbia- te l'immagine in cui eravate felici e memorizzate le sensazioni pia- mo appresi da qualche parte o ce li siamo creati apposta. Così cevoli che provavate. Bene! Adesso nel momento in cui iniziate a come ci siamo creati quei pensieri parassiti e quelle immagini sentirvi a disagio e vi accorgete che state riproducendo a memo- deleterie, riproducendoli appena siamo a disagio o non ci sta bene ria i vostri pensieri parassiti e le vostre immagini deleterie, deci- qualcosa, allo stesso modo abbiamo la possibilità di crearci dei dete cosa fare. Preferite stare male e procurarvi sofferenza, oppu- pensieri utili e delle immagini positive ripescandoli quando voglia- re preferite star bene e provare gioia? Scegliete voi in che direzio- mo. E perché quando siamo a disagio, anziché riprodurre il pen- ne andare. Se lo desiderate ardentemente vi riuscirà e avrete com- siero parassita o l'immagine deleteria non scegliamo di mettere in piuto un grande passo in avanti. Se non lo volete, perché esiste scena nella nostra mente un pensiero utile o un'immagine positi- qualche ostacolo interno che ve lo impedisce, lavorate per rimuo- va? Da cosa dipende? Dipende da noi e non da qualcun altro. Se lo vere l'ostacolo o gli ostacoli. Assolutamente non commettete vogliamo veramente possiamo farlo, possiamo cambiare ridimen- l'errore di giudicarvi per non essere riusciti e per sentirvi ingiu- sionando notevolmente le inutili sofferenze che ci autoprovochia- stamente in colpa. Spero di esservi stato d'aiuto.
prima vi parlavo, che a sua volta, a suo "EMOZIONI DI UN MOMENTO D'AMORE"
tempo, mi ricordò questo antico episodio.
In effetti, a pensarci bene, nel vecchio Il chiarore del mattino e la forza serena dell'alba ordine ci si sta da dio, come sto da dio nel illuminano il mio volto e i miei occhi che stentano ad aprirsi mio vecchio divano, che ha impressa nella come se ancora non volessero abbandonare il ricordo di una notte di passione.
sua forma la mia personale seduta.
Un attimo di sublime felicità Ma allora quale significato si può dare agli così veloce da non accorgermi che un attimo prima eri solo mio.
accadimenti della vita? Non ne vedo di Sensazioni che risuonano in me come una gioiosa melodia di note positivi se tutto quello che cerchiamo è di che accarezzano la mia mente ancora piena di te far tornare le cose al momento appena e la voglia di soffermarsi a immaginare altri momenti.
precedente, quando "stavamo bene", Mi rendi forte e inattaccabile perché forte e inattaccabile se tu oppure, ancora meglio (o peggio), "prima di stare male".
cresci in me come il seme di un'idea sotterrata in un arido deserto.
Ma poi quel tranquillo stato di benessere è Perché tu non sia solo un'illusione di un momento d'amore scomparso, così velocemente da non per- che come il vento cancella per sempre questi momenti metterci di riuscire neanche a capire cosa ma sia come le radici di una quercia che si insidia e cresce.
fosse cambiato tra un momento e quello Fermati e resta qui dentro il mio cuore subito successivo. Io dico che questo affinché l'emozione di un momento d'amore significa qualcosa. Significa certamente mi accompagni nel lungo cammino della vita.
che le cose dovevano comunque cambia- Una vita a rincorrere un istante re. Qualcosa doveva perdersi, almeno per e un attimo che dà il senso a un'esistenza.
poter di nuovo essere ricercato. Mi piace Ti aspetto dolce momento l'idea di poter pensare a queste strane situazioni come a microscopici episodi di VOGLIO VIVERTI ANCORA.
cambiamento.
Il verso, il senso, le ragioni del cambia- mento non posso raccontarvele io, ognu- Un giorno desiderio e fantasia si incontrarono; no compia le proprie ricerche.
E se proprio c'è bisogno di aggiungere si piacquero; si innamorarono; così decisero di sposarsi.
qualcosa, io solo mi auguro che questa Allora dalla loro unione, nacquero tanti bellissimi sogni, semplice storia sia di conforto o disconforto a tutti quelli che ostinatamente di cui le illusioni furono dolci balie.
continuano a cercare qualcosa che èandato perso.
RAGIONEVOLI DUBBI continua da pagina 3
gia Transpersonale e delegato di zona dell'As- Dopo tre anni d'assenza, torna l'avvocato sociazione Vegetariana Italiana; dal 1983 lavo- Guerrieri, già protagonista di due legal thriller quella condivisione e solidarietà che porta ra come psichiatra a Gorizia presso il Centro di editi dalla Sellerio, nell'inconfondibile formato un conforto tanto anelato dopo anni di disa- Salute Mentale "Alto Isontino Integrato".
cartonato nero. L'autore è il Sostituto Procu- gi e percorsi di vita accidentati ma che, se ratore Antimafia presso la Procura della sua non viene oltrepassata, ci porta nel medesi- continua da pagina 8
città, Bari Gianrico Carofiglio. I suoi due pre- mo "pantano" da cui, invece, vorremmo cedenti romanzi, Testimone inconsapevole e uscire. Per sintetizzare al massimo quella terapia dialettica non solo agisce nel Ad occhi chiusi, sono stati due successi, e ora che vuole essere la "linea editoriale" di mondo con più efficacia, ma col tempo sarà con il terzo Ragionevoli Dubbi, è già in testa Pan, la possiamo indicare con due parole: in grado di ri-narrare la propria storia (a sé alle classifiche di vendita. Guido Guerrieri, il condivisione e informazione. Due concetti o ad altri) in modo rinnovato.
protagonista, è un uomo comune, un eroe che per noi non avrebbe senso far cammi- La psicoterapia umanistica ed esisten-
"umano" pieno di dubbi e incertezze, con un ziale è incentrata sull'idea dell'alienazione
passato di depressione e di…. crisi di panico, Pensiamo che questo numero del nostro dell'uomo, sul fatto che ognuno nasce ma anche un detective insolito che indaga tra periodico possa esprimere la filosofia edi- "perso" in un mondo di valori già esistente, i segreti dei quartieri e dei vicoli di Bari, indu- toriale che ho cercato di illustrare; la cor- quindi estraneo alla sua vicenda personale, giando volentieri alla malinconia, all'introspe- posa monografia sulla "cura" vuole esse- la cui verità dovrà pian piano riconquistare.
zione e a una salutare e sottile autoironia, gra- re un contributo su un argomento che In questo senso la psicoterapia esistenzia- zie alla quale riesce a sopravvivere nei mean- definirei vitale nelle scelte individuali di le si amalgama naturalmente con la moder- dri della propria e altrui vita.
risoluzione del disagio. Naturalmente non na psicofilosofia. La corrente psicofilosofi-
Il libro si apre con un Guerrieri che sta viven- abbiamo dato "la ricetta" per "guarire" ca moderna analizza a fondo la struttura do giorni difficili: Margherita, la sua compa- dal panico, che sappiamo non esistere, della soggettività, che è costituita da idee.
gna, parte per gli Stati Uniti per un lavoro ma abbiamo illustrato varie posizioni sul In questo senso, si può affermare che le importante, e decide di farlo senza prima con- problema (dando spazio anche a quelle idee ammalano, ossia esse possono costi- sultarlo. Una bella soddisfazione per lei, ma il meno "vicine" al nostro modo di affronta- tuire uno sfondo di falsità (personale e pensiero della sua lontananza e del mancato re il disagio) affinché ognuno possa avere sociale) dal quale dobbiamo emergere con coinvolgimento nella scelta lo angoscia. Giun- gli strumenti per trovare la propria "ricet- la nostra verità. In questo senso, la terapia ge un nuovo caso a distoglierlo provvidenzial- ta" di "guarigione"! Tutto questo sta a della psiche è sempre anche una terapia mente dalle sue preoccupazioni. Un detenuto, fianco delle storie autentiche e vissute di delle idee. Un'ultima nota. Chi vuol guarire Fabio Paolicelli, condannato pesantemente in tutti noi perché anch'esse, aiutandoci a è anche bene che legga molto, che studi.
primo grado per traffico di droga, ha ricusato disvelare le nostre emozioni, ci possono Chi vuol guarire deve riuscire a diventare il suo avvocato e ora vuol nominare lui come aiutare a trovare la nostra unica e inimi- una persona colta. La differenza tra chi difensore. Al primo colloquio in carcere Guer- tabile "ricetta di guarigione".
guarisce e chi no sta soprattutto nelle sue rieri riconosce immediatamente l'uomo. È uno dei picchiatori fascisti, soprannominato continua da pagina 4
Fabio Raybàn, che tanti anni prima, quando continua da pagina 21
era un ragazzo che frequentava "sporadica- strie multinazionali del farmaco che, in mente e senza troppa convinzione i gruppi preoccupante sinergia con i potentati della rispecchiare, in quanto ho riconosciuto della sinistra extraparlamentare", lo aggredì.
politica, della cultura e della sanità, eserci- nelle sue paure anche le mie. E nell'aiu- L'uomo però non mostra di riconoscerlo, anzi, tano sui professionisti della salute e sui cit- tarlo a superarle, nel tranquillizzarlo, sono sta affidando a lui la sua sorte. Nonostante tadini-utenti uno strapotere che mira ad cresciuta anch'io. Inoltre il mondo dei sia stato arrestato con l'automobile imbottita aumentare a dismisura il mercato del farma- cavalli è fatto anche di persone, quindi i di droga, e si sia dichiarato colpevole, Paoli- co, creando un clima di paura che favorisce momenti di socializzazione e di confronto celli ora si protesta innocente e vuole affidar- il controllo e l'appiattimento sociale.
non mancano, e possono anche nascere si a Guerrieri che gode fama di professionista Psichiatria come Medicina dell'Anima può vere e proprie amicizie, che aiutano ad affidabile. Che fare? L'avvocato è combattuto anche diventare prezioso strumento per psi- ampliare i nostri orizzonti e a immettere tra l'antico odio che nutre per il suo potenzia- chiatri, medici, psicologi, altri professionisti nuovo ossigeno nella nostra vita. È stu- le assistito e l'attrazione che prova al primo della sanità e operatori della salute che pefacente quanta energia immagazzinia- sguardo per l'affascinante moglie giapponese vogliano conoscere nuovi percorsi, che mo quando facciamo una cosa che ci dell'uomo, Natsu Kawabata. Nonostante tutto interpretino l'essere umano nella sua inte- appassiona, che ci appaga completa- decide di accettare… rezza di corpo, mente e anima.
mente. Ed è una sensazione di pace L'intreccio narrativo è avvincente, la trama Biografia di Marco Bertali: Marco Bertali, assoluta quella che provo quando sono intrigante, i personaggi sono costruiti con medico psichiatra e psicologo, si è formato in sulla schiena del cavallo, è quasi come cura: questi sono gli ingredienti vincenti di psicoterapia con indirizzo psicosintetico e sentirsi una libellula, improvvisamente questo giallo italiano dove la rispondenza al logoterapico. Ha inoltre approfondito leggera e libera, senza il peso del corpo, vero nella ricostruzione del sistema proces- l'ipnositerapia e lo studio degli stati modificati né della mente, del tempo o dello spazio.
suale e dell'inchiesta giudiziaria, dovuti all'e- di coscienza, avvicinandosi alla meditazione e sperienza quotidiana dell'autore, conferisco- a tecniche psico-somatiche di derivazione yoga "Non c'è un'ora che vada sprecata no una marcia in più al racconto.
tra cui l'arhatic yoga e il pranic healing. È se trascorsa in sella" membro dell'Associazione Europea di Psicolo- Winston Churchill 29/05/2008 ore 21, stadio Olimpico, concerto di Vasco Rossi: sono mesi che ho fatto DI AVERE BISOGNO i biglietti, sono mesi che penso a quel giorno, non pensieri di gioia, di emozione, difelicità ma carichi di angoscia, paura, rabbia, tristezza. La cura ha più significati: prendersi cura di Poi il giorno arriva e nonostante tutto IO CI SONO, sono tra quelle 75.000 persone, qualcuno, vestirsi con cura, la cura per gua- IO che soffro di attacchi di panico mi ritrovo in mezzo a tutta quella gente a cantare rire una malattia, etc.
a squarciagola. Vorrei sentirmi libera, felice e senza paura; non lo sono totalmente, Ho 38 anni ed è un anno che faccio parte di ma SONO LI'!! Ed è una sensazione magnifica! un gruppo Lidap. Devo dire che non sono Questo è quello che conta ed è per questo che ringrazio prima di tutto me stessa, abituata a esprimere le mie emozioni, i miei perché ce l'ho fatta, e ringrazio tantissimo le persone che sono nel mio gruppo di dolori. Soprattutto il dolore.
auto-aiuto (una in particolare che in questo giorno così difficile, ma così speciale, non Mi prendo cura del dolore degli altri perché mi ha lasciata sola) con le quali ho imparato a dirmi: io voglio, io posso, io devo, io.
il mio non riesco a sopportarlo, o meglio non desidero. Io l'ho desiderato e l'ho fatto voglio ascoltarlo. Ho imparato presto a ed è stato così bello sentirsi veramente prendermi cura dei miei fratelli più piccoli e, in un certo modo, anche di mia madre. viva!!!! E poi anche Vasco in una delle sue Ovviamente, con il passare degli anni, il mio prendermi cura degli altri si è esteso a chiun- canzoni diceva: VIVERE. E SENTIRE DI que mi circondi. Mi sono creata il ruolo di "madre di tutti" senza ascoltare il mio bisogno STAR MEGLIO. VIVERE. VIVERE. E di attenzioni e la mia paura; faccio finta di essere forte e sicura e mi nego di avere bisogno DEVI ESSERE SEMPRE CONTENTO.
di qualcuno che si prenda cura di me.
VIVERE. VIVERE. ED È COME UN Il mio bisogno di prendermi cura a volte diventa persino fastidioso per gli altri, più di una COMANDAMENTO. VIVERE. VIVE- volta mi sono sentita ferita perché mi è stato rimandato che era una cosa non richiesta. Solo RE. SENZA PERDERSI D'ANIMO MAI E da poco tempo, con qualche difficoltà e non senza riuscire a non avere sensi di colpa, riesco LOTTARE CONTRO TUTTO CONTRO.
a prendermi più cura di me e a esprimere un po' meglio i miei bisogni o i miei fastidi, a pen- VIVERE. VIVERE. E SORRIDERE DEI sare che gli altri devono cavarsela da soli e non hanno per forza bisogno del mio aiuto. GUAI PROPRIO COME NON HAI FATTO È difficile dopo una vita che sei abituata a soccorrere gli altri, cercare di mettere la stes- MAI E POI PENSARE CHE DOMANI sa attenzione ai propri bisogni, ma quando ci riesco, quando riesco a sentire il giusto SARÀ SEMPRE MEGLIO.". E sembrava distacco, provo un senso di leggerezza e ho notato che anche gli altri stanno meglio con me.
che ce l'avesse proprio con me e con Per questo vorrei ringraziare, oltre me stessa, il gruppo che mi permette di esprimere tutte tutte le persone che soffrono come me!!! quelle emozioni e paure che sono rimaste compresse dentro di me per tanti anni.
ELENA, LA SPEZIA
R E C E N S I O N I
ALLA RICERCA DELL'ISOLA DI NIM DI JENNIFER FLACKETT E MARK LEVIN, USA, 2008 - AVVENTURA, COMMEDIA Ci sono film che non restano rinchiusi nei margini dello schermo Nim ha undici anni, ha smarrito per sempre la madre in fondo al e magicamente ti entrano dentro, fino a colmarti. Ci sono film che mare e vive sola con il padre, un biologo che si occupa di plancton, diventano esperienza, nel momento stesso in cui il vedere e in un'isoletta del Pacifico, un vero paradiso terrestre, cui ha dato il l'ascoltare si trasformano in sentire. Emozioni, vita, dolore, morte, proprio nome. Quando il padre si allontana per le proprie attività di paura, felicità. Into the Wild è un viaggio di puro splendore. Nel ricerca la bambina resta in compagnia di amici del tutto particola- quale un ragazzo spinge fino ai limiti estremi una sua scelta ri: un'otaria, un'iguana e un pellicano, oltre ai libri di avventure di morale. La ricerca della solitudine assoluta per misurare il proprio Alex Rover, il suo scrittore preferito. Nel momento del pericolo, bisogno degli altri. È questo il fine ultimo di tutte le avventure, gli rimasta sola senza riuscire a stabilire alcun contatto per il padre incontri e le scelte di Chris McCandless (interpretato da un partito sull'Oceano e investito da una tempesta, la piccola chiede magnifico Emile Hirsch). Un viaggio che trasforma la fisicità del aiuto via e-mail ad Alex Rover in persona. Peccato che dietro lo movimento in una ricerca interiore, esistenziale e allo stesso pseudonimo e l'immagine di uomo coraggioso all'Indiana Jones, si tempo letteraria e filosofica. Sean Penn celi invece una zitella fifona, la bravissima Jodie Foster, preda di amalgama con grande maestria questi tre una grave forma di ansia, fobie (per l'igiene) e panico con agorafobia, che da settimane non piani, riportandoli in una forma del raccon- le consente più di uscire nemmeno per ritirare la posta nella casella: "Di che hai paura? – to che li sappia racchiudere ed esprimere.
Di tutto". Alla chiamata di aiuto della bambina, Alexandra si trova tuttavia costretta ad E allora a dare continuità al rapporto tra affrontare le proprie paure e si mette in viaggio per aiutarla, scoprendo che il mondo non vita e scrittura ci pensano le parole in riserva solo paura, ma anche amicizia e amore. A tratti esilarante (il viaggio in aereo di chi sovrimpressione di Chris, che riempiono lo soffre di panico è comunque sempre un'Odissea) e delicato (come nei bellissimi disegni ani- schermo e si mescolano con le immagini, mati che illustrano la morte della mamma), il film è un inno al coraggio della rottura con i diventando un´unica materia, quella di cui propri schemi mentali, per affrontare la vita giorno per giorno, così come si presenta, un poi è fatto il cinema. E gli autori e i libri invito a tirare fuori "l'eroe che c'è in te", con un messaggio di ottimismo. Film di genere fan- amati da Chris: London, Tolstoj, Il dottor tasy, oltre che per le grandiose immagini del luogo in cui è girato, merita certamente per Zivago. Le riflessioni filosofiche (Thoreau) ridere un po' sui nostri limiti e sulle nostre stesse paure, per capire che dobbiamo trovare che scaturiscono dal rapporto dell'uomo in noi stessi la motivazione profonda per uscire dal guscio falsamente protettivo di cui ci con la natura, dal suo misurare i propri siamo circondati.
limiti, dalla sua ricerca della verità.



IL CORAGGIO DELLA PAURA Gita ad Assisi 7/8 giugno 2008 a un'idea di Patrizia Peretti, SegretarioRegionale del Lazio, è nato un progetto, che Dla socia Letizia Ruggiero ha giustamente nominato "Riabilitarsi all'aria": ogni anno si orga-
nizza una "gita terapeutica" in modo da riabituar-
si insieme a fare cose che, chi soffre di dap, da
solo evita di fare. In questo modo il gruppo ha fun-
zione catartica.
Sono partite da Roma 14 persone, alle quali se ne
sono aggiunte 7 a Firenze.
Quest'anno era la terza edizione: luglio 2006
Firenze, giugno 2007 Orvieto, giugno 2008 Assisi;
primavera 2009 ?????. Decidiamo insieme dove!
Ecco alcune testimonianze:
Un'esperienza veramente entusiasmante. È stato come Panico 0 – Gruppo Lidap 1: primo risultato della stagione.
tornare indietro nel tempo, alle gite scolastiche, spensie- Come i pensieri che ci hanno accompagnato in questa gita ad rate e con una sana voglia di divertirsi e scherzar Assisi tanto desiderata quanto paventata da tutti noi parteci- ni che mi hanno veramente ricaricato. Mi sono sentito a mio agio nonostante fossimo per la maggior parte estranei. Lo spi- e lì, di aver affrontato ognuno La squadra era su di giri e nessuno aveva fatto pr rito di rivincita, il fatto di esser questa partita.
una piccola o grande difficoltà e averla superata ci ha dato una Ma la Lidap ha vinto.
carica positiva che si sentiva nell'aria, la consapevolezza di L'esperienza è stata ricca di emozioni, forti, sentite.
aver fatto un gradino in più. Sono contento di non aver ceduto La gioia nella condivisione degli spazi e dei discorsi più intimi, e, di essermi imposto di conceder- alla tentazione di rinunciar il timore di "rovinare tutto", la dolce consapevolezza di esser mi questo spazio, nonostante la famiglia e gli impegni, un sano "soli" ma "insieme".
egoismo che aiuta. Se si sta meglio anche le persone più vici- Una bella sfida… che abbiamo superato brillantemente e che ne a noi ne trarranno beneficio. In conclusione: non so se sono ci fa comprendere che ci meritiamo una vita ricca e vincente e l'entusiasmo che ho sentito in riuscito a trasmetter come chiunque altro al mondo.
o di sì, e soprattutto sper questi due giorni, sper Io (mediano della squadra) spero di ripetere che la prossima volta saremo più numerosi.
l'esperienza. Con affetto.
Paolo Gruppo Lidap Roma Cecchignola Milena Leone Gruppo Lidap Roma Cecchignola Salve a tutti, dopo aver partecipato alla gita terapeutica ad Assisi, mi sento di dover trasmettere a tutti questa esperienza. Anche se all'inizio eravamo un po' impacciati, è bastato molto poco per sciogliere l'imbarazzo e integrarci in un unico grande gruppo. L'esperienza è stata sicuramente positiva, abbiamo trovato un affiatamento a dir poco familiare e abbiamo trascorso 2 giornate in tranquillità e allegria. Ci siamo conosciuti meglio, ci siamo raccontati tante cose senza alcun imbarazzo. Che dire. sono partita titubante e sono tor- nata felicissima di essere partita.
Conclusione!!!!!!!!!! Speriamo di rifarla prima possibile anche con tutti quelli che non sono potuti venire.
Rosella Gruppo Lidap Roma Cecchignola Devo dire che è stata un'occasione preziosa per rafforzare alcune amicizie e un'esperienza nuova in un gruppo di persone ricche di umiltà.
Simonetta (L'intrusa) Dopo tanta attesa, finalmente il giorno della "gita fuoriporta con i picchiatelli" è arrivato.
Eravamo tutti lì alla stazione, con le nostre bottiglietted'acqua, i nostri panini. Probabilmente i cuori battevanoall'impazzata, ma i sorrisi dimostravano solo contentezza evoglia di andare.
È andato tutto benissimo: un modo per conoscere altre perso-ne, confrontarsi, misurarci e la cosa più bella e sorprendenteè stata solo una. Nessuno si è sentito male! Una specie dimiracolo. Chissà se il luogo, oltre a essere magico, è anchetaumaturgico; ma sicuramente, per gli scettici e gli agnostici,eravamo tutti lì insieme, soddisfatti e ci siamo lasciati con lapromessa che ci sarebbe stata un'altra volta ancora.
Letizia Gruppo Lidal Appio-Latino Dopo tanto penare, il fatidico giorno è arrivato infretta, senza accorgercene. Sabato 27 giugno ore12 partenza dal binario 5 della Stazione Terminiper Assisi. Per 14 persone, confuse nella folla for-micolante della stazione, inizia la grande avventu-ra. Cosa unisce il gruppo? Non sono parenti, néamici, né turisti o pellegrini, sono solo dei dappistio ex tali o amici di dappisti. Confusa tra loro, c'eroanche io quel giorno e mi rivedo ancora là, di fron-te ai binari, con i miei jeans e la mia maglietta ver-dolina a scrutare i volti sconosciuti degli altri par-tecipanti. Era la prima volta che mettevo il naso aldi fuori del mio gruppo e non ero accompagnata nédal mio uomo, né dall'amica del cuore.Ero sola,infinitamente sola, sperdutamente sola. eppuremi sono sentita subito accolta e coccolata ; nonc'era da fingere o da difendermi: gli altri eranonella mia stessa situazione, miei simili. Insiemesiamo diventati parenti e ci siamo incontrati con icugini di Pistoia.
Siamo diventati 22, partecipanti di un gruppo, amici Sono contenta di aver partecipato alla gita ad Assisi.
e poi turisti e. pellegrini. Insieme a voi, cari com- Pensavo di non essere più in grado di poter andare, anche pagni ho visitato tutte le chiese di Assisi, assistito se per soli due giorni, da sola senza mio marito o qualcuno a alle Messe, pregato e scritto suppliche per Santa me vicino. Mi sono sentita più forte e sicura, cosa che non mi Chiara. Non mi è pesato farlo anche se io sono atea, accadeva da tempo, e cosa più importante mi sono sentita a mi sentivo felice di fare le stesse cose di tutti come mio agio con persone che non conoscevo perché relazionarmi se niente fosse. Il pomeriggio della domenica mi con gli altri mi è molto difficile.
sono ritrovata nel cerchio magico di un gruppo allar- Questo mio pensiero spero possa aiutare chi soffre come me di gato e improvvisato a sentire i vostri frammenti di Dap, scoprendo che ci sono tante persone come noi.
storie e a raccontare i miei. È stato esaltante e libe- Un grazie a tutti voi della LIDAP.
ratorio, ho vissuto delle emozioni positive che reste- Daniela Gruppo Lidap Roma Appio Latino ranno nella mia mente e mi aiuteranno quando staròin altri gruppi, di qualsiasi tipo e mi sentirò spaven-tata e disorientata. L'esperienza mi è servita peraprire la mia mente e i miei orizzonti, è bello cono-scere nuove persone, è bello incontrarsi e scrutarsi.
Anche uscire dal proprio gruppo di auto-aiuto evedere cosa c'è oltre, percepire e sentire che la Lidapè una grande organizzazione, partecipare alle sueiniziative e sentirsi protagonista di un'associazione,anche questo è un modo che ti fa avvicinare ognigiorno di più alla guarigione! Baci a tutti e soprat-tutto a chi lavora per il benessere di tutti.
Ciao da Lidia Gruppo Lidap Centocelle LEGITTIMITÀ E AUTOREVOLEZZA: Nascita di un Comitato Scientifico della Lidap a scelta di creare un comitato scien- sovrintende, sotto l'autorizzazione del fessione, è chiamato a promuovere la tifico nasce dall'esigenza di consoli- Presidente, l'attività scientifica dell'asso- ricerca, in un'ottica più ampia di promo- dare le basi della nostra azione.
zione delle attività del gruppo. Al comita- LFondamenta più solide per conti- Il comitato diventa allora punto di incon- to quindi anche una funzione di "collega-
nuare in modo ancor più completo e tro e di confronto per superare visioni mento" tra la nostra associazione e il
intenso il nostro impegno nei confronti (talvolta) contrapposte, integrandole e mondo scientifico, per dare forma a una delle persone che affrontano quotidiana- arricchendole a vicenda. In questo modo rete di scambio continuo.
mente il DAP.
sapremo offrire risposte e indicare nuove Accanto al comitato scientifico, in virtù Se alcuni pregiudizi e preconcetti vedono strade per chi con il panico convive ogni dell'esperienza maturata nel campo del la scienza come un qualcosa di freddo e giorno: sì, perché ogni teoria è quasi DAP come clinici e didatti, nascerà un asetticamente lontano dalla sofferenza superflua se non aiuta tangibilmente la comitato per lo studio e la valenza
dell'individuo, la Lidap vuole invece singola persona che soffre, che vuole gua- terapeutica dei gruppi di self-help che
dimostrare che gli esperti, accanto a rire, che vuole continuare a vivere nel avrà il compito di rendere coerente tutti noi, sapranno offrire nuove risorse miglior modo possibile ma ogni azione l'attività dei gruppi di auto aiuto e diffon- e nuove strade verso la guarigione. Il può diventare un passo verso il benessere dere nella popolazione la consapevolezza concetto di auto aiuto è il fulcro per soltanto se ben radicato in ciò che la del DAP. Il comitato agirà in sinergia con capire e superare l'attacco di panico: scienza dimostra. Niente cattedre quindi, il comitato scientifico e in coerenza con non ci stancheremo mai di ribadire le niente dogmi, niente torri d'avorio ma le indicazioni del mondo della scienza e eccezionali opportunità legate a questa risposte, analisi nuove, stimoli da parte di sarà composto da alcuni collaboratori e metodologia di intervento.
"scienziati" di grande valore e spessore consulenti Lidap che hanno avuto un Vediamo ogni giorno persone fare passi ruolo centrale per lo sviluppo dell'asso- concreti verso un nuovo equilibrio, uscire Gli esperti, coinvolti dalla Lidap nel comi-
da anni interminabili di DAP, trovare nuovi tato scientifico in virtù del loro curricu-
Un ulteriore sviluppo potrà essere la stimoli e tutto questo grazie anche all'in- lum, avranno il compito di proporre una nascita di un osservatorio permanente contro e al confronto nei gruppi di self help.
rosa di candidati che abbiano dimostrato dedicato al disagio da attacchi di panico, No, non sto gridando al miracolo ma sto capacità nell'ambito della ricerca scienti- in grado di diventare un punto di riferi- semplicemente sottolineando quello che un fica o siano riconosciuti dall'ambiente mento per le persone colpite da DAP. È corretto approccio di cura può e deve fare.
scientifico. La costituzione di un comitato evidente che una risorsa come questa Al comitato spetta il compito di seguire e scientifico che includa tutte le varie diventa della massima importanza nei accentuare l'ambito della ricerca, offren- anime esperte di panico: dalle neuro- confronti, prima di tutto, di coloro che do una corretta e completa formazione: lo scienze, alla psicoterapia; dai medici agli vogliono comprendere gli attacchi di studio del DAP deve continuare a cresce- psicologi e potranno includere anche panico, la loro natura e le soluzioni per re ulteriormente in una direzione multidi- scienziati stranieri di riconosciuta fama sciplinare, per offrire indicazioni chiare e nello studio del DAP. Ciascuno, nella spe- L'auto aiuto, e sottolinearlo non è mai coerenti. Sarà dunque un organo che cificità del suo compito e della sua pro- eccessivo, è il nucleo vero della Lidap e ditutta la nostra attività, il concetto cardinedel nostro approccio. Il far conoscere ecapire questa metodologia si conferma NUOVE REALTÀ LIDAP sempre più una priorità fondamentale.
Si sono attivate nuove realtà in Italia: Campobasso (Egidio), Livorno (Lucia), Ostia Infine, attenzione anche a progetti di sen- (Massimo), Pisa (Flaviana), Reggio Calabria (Loredana e Rosaria), Torino (Veronica).
sibilizzazione della filosofia Lidap: attra- Un sentito ringraziamento ai soci che hanno permesso l'apertura dei nuovi gruppi! verso convegni, conferenze stampa, work- Inoltre il Dr. Maurizio Montanari, psicologo/psicoterapeuta consulente Lidap, sta svol- shop, l'intenzione è promuovere i gruppi gendo un importante lavoro nel territorio di Modena e provincia, portando la Lidap a di auto-mutuo aiuto come risorsa fonda- essere un interlocutore disponibile e dialogante con la struttura pubblica locale (Ausl, mentale per sviluppare nuovi modi comu- ospedali, consultori, ecc.). nicativi per una crescita personale, per la A tale scopo ha organizzato una serie di incontri per promuovere l'approccio multi- cura del disagio e per sottolineare la disciplinare alla sofferenza di persone con attacchi di panico. valenza terapeutica di questa metodolo- Il ciclo di incontri ‘La città sofferente' è partito a Vignola il 9 giugno.
gia d'intervento.
Il socio Eliseo Bertani, referente locale di Reggio Emilia, era presente in rappresen- Parallelamente, la presenza efficace di un tanza della Lidap e, grazie alla sua simpatia, ha stemperato il clima portando il pub- comitato scientifico garantirà una cre- blico a interagire. scente legittimità e autorevolezza della
Il neo formato gruppo di Modena ha partecipato al completo! Il nostro impegno è nostra associazione nei confronti degli quello di raggiungere quelle zone dove la Lidap ancora non è presente.
Assemblea nazionale dei soci - 24 maggio assemblea dei soci è un appuntamento parte dei soci, tra cui una formazione a persone dei soci a un evento di importanza associativa annuale previsto dallo statuto dell'asso- disponibili a una turnazione presso gli sportelli quale l'assemblea annuale; su questo ci dob- ciazione, ma è anche un momento di ospedalieri, la preparazione di un programma biamo interrogare per comprenderne motivi e L'incontro per i soci che provengono da formativo per gli operatori del P.S. al fine di ragioni. Speriamo di trovarci più numerosi varie città e che sono portatori di uno spacca- offrire sostegno e informazione sulle attività l'anno prossimo.
to della realtà Lidap della loro zona. Spesso Lidap alle persone che vi ricorrono, una forma- MARIA TERESA POZZI
l'assemblea è la motivazione forte che stimola zione a studenti iscritti a a uscire di casa per mettersi in gioco, affron- facoltà a indirizzo psicosociale.
tando il viaggio per dare un volto a persone di Tutte buone proposte a cui se cui spesso non si conosce che il nome e la voce.
ne aggiungono altre per i grup- E qui è bene fare un distinguo, tra viaggio e viag- pi di auto aiuto, per le realtà gio. In una associazione come la nostra, in cui i locali, i coordinamenti, il con- soci hanno avuto la vita sconvolta e condiziona- tatto con i soci e con i Collabo- ta dal panico, programmare un viaggio anche di ratori Locali che ci si propone pochi kilometri non è così semplice e immedia- di analizzare e valutare nel to, ma è frutto di una scelta desiderata ma non corso dei prossimi incontri di scevra da tensioni altalenanti e ansia anticipa- direttivo per verificare la fatti- toria. Perciò si spiega l'atmosfera allegra che si bilità e l'organizzazione.
registra entrando nella sala assembleare, La tesoriera presenta il bilan- l'accoglienza festosa, i sorrisi e gli abbracci di cio e illustra il rendiconto, che incoraggiamento con cui i vecchi soci accolgono viene approvato all'unanimità, i nuovi. Per l'associazione è un momento di e pone l'attenzione sulle spese bilanci, non solo contabili ma di confronto, di riducibili nel prossimo eserci- linee condivise, di proposte e progetti attuati e zio. La pausa buffet ci trova da attuare. Quest'anno il presidente apre riuniti attorno al tavolo prepa- l'assemblea con un benvenuto ai soci un po' rato con cura da Daniele, emozionato e invita i soci presenti a esporre la socio e facilitatore di Parma, situazione delle realtà di appartenenza, poi rela- nonché cuoco sopraffino, che ziona i soci sull'incontro del Comitato scientifico ci delizia con le sue torte sala- da cui è emersa la proposta di aprire sportelli di te e dolci e altre sfiziosità.
informazione sul dap presso gli ospedali, da Intanto si approfitta per scam- effettuare in via sperimentale in tre città pilota: biarci notizie, impressioni e da Genova, Milano e Roma. La discussione si fa tutti i presenti emerge il ram- interessante e fanno seguito molte proposte da marico per la poca presenza CONSIGLIO DIRETTIVO 5-6 APRILE Cari amici, vi aggiorno con una breve relazione sui lavori del con- 2007 che verrà stampato senza spese per elargizione gratuita da siglio direttivo del 5 e 6 aprile 2008. Presenti: Anna Pappalardo, parte di un socio. In seguito alla sbobinatura delle cassette regi- Maria Teresa Pozzi, Seby Laspina, Carla Caraffini, Giuseppe strate, verranno pubblicati sul sito Lidap gli Atti dei tre convegni Costa, Viola Robert. Uditori Patrizia Arizza e Luciana Martini. Si ini- organizzati a Roma presso la Camera dei Deputati. Si tiene conto zia con la lettura e discussione dei punti all'ordine del giorno come di proposte espresse per impegnarsi al miglioramento delle attività sempre molto corposo; si esamina il bilancio consuntivo e pre- Lidap, tra cui la creazione di gruppi di lavoro con compiti specifici ventivo, e si decidono i provvedimenti per contenere al massimo e l'attivazione di gruppi che richiedono formazione urgente; si deli- le spese. Si chiede al Coordinamento Ligure di attivarsi per cam- bera di iniziare dalla Toscana con un minimo di tre incontri che biare il gestore telefonico attuale della linea di La Spezia con altro partiranno a settembre. Si prospetta la necessità di incontrare i a minor costo sino allo spostamento della sede legale. Viene rico- referenti e collaboratori per far sentire la vicinanza dell'associa- nosciuto ad alcuni membri del direttivo di aver rinunciato ai rim- zione ai loro problemi. La presidente relaziona sull'incontro del borsi di spese effettuate. Si considera di convocare le riunioni del comitato scientifico e sulla proposta di presentare un progetto direttivo con 30 gg di anticipo per poter usufruire di tariffe agevo- pilota per l'attivazione di uno sportello Lidap; si decide di forma- late per i viaggi dei consiglieri. Viene illustrato il lavoro svolto sulla re tre gruppi divisi per aree di lavoro: ricerca scientifica, formazio- comunicazione e si stabilisce di prendere contatto con il Garante ne e auto aiuto. Si decide di lavorare alle modifiche statutarie. Si dell'editoria per una pubblicità gratuita e di cercare spazi sulle rivi- prende in esame la scadenza a dicembre del contratto dell' ste distribuite nelle farmacie. Si decide di inserire nel sito la Rasse- addetta alla segreteria. Si delibera di cooptare in direttivo Marina gna Stampa divisa per anno per il passato, e per articolo per il Zornio in sostituzione del membro uscente Gerardo Savignano di 2007. Si propone di preparare un volume della Rassegna Stampa MARIA TERESA POZZI
CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE
7 GIUGNO Padova, nell'ambito della manife-
stazione "Tutti in piazza – Stare bene in Quar-
Presidente: Anna Pappalardo (Roma)
tiere" promossa dall'Assessorato alle Politiche DESTINA il 5xMILLE
Giovanili del Comune di Padova, la Lidap è alla LIDAP
scesa in piazza per fare informazione sul Dap.
Sebastiano La Spina (Catania)
7-8 GIUGNO Assisi, gita terapeutica organiz-
e Mariateresa Pozzi (Asti)
NELLA TUA DICHIARAZIONE zata dal CRLazio.
Consiglieri: Carla Caraffini (Parma),
9 GIUGNO Vignola (Mo), "La città sofferente
DEI REDDITI PUOI DESTINARE Vittoria Casadei (Napoli),
– Senza prima bussare", ciclo di incontri aper- Giuseppe Costa (Parma)
IL 5XMILLE ALLA LIDAP ti alla cittadinanza in cui la Lidap incontra le Antonino Giunta (Messina),
istituzioni locali per un progetto di collabora- FIRMANDO IL RIQUADRO Patrizia Peretti (Roma),
Paola Rivolta (Monza),
12 GIUGNO
DELLE ONLUS E SCRIVENDO Napoli, Le nuove dipendenze, incontro organizzato dal CRCampania.
Viola Robert (Genova)
IL C.F. 00941570111 27 GIUGNO Partecipazione del Presidente
Responsabile Segreteria Operativa: Lidap alla trasmissione Radio3 Mondo della Carla Caraffini (pro tempore)
Rai sul ruolo dell'ascolto e sui gruppi di auto- Tesoriere: Carla Caraffini
mutuo aiuto.
Responsabile servizi on line: 7 MARZO Roma, il CRLazio è stato invitato
SETTEMBRE 2008 Vignola (Mo), "La città
dall'Istituto Superiore di Sanità ad un Focus sofferente – Evidentemente magre", ciclo di Webmaster: Massimiliano Iacucci (Roma)
Group per la presentazione e discussione dei incontri aperti alla cittadinanza in cui la Responsabile Forum: risultati del progetto European Coordination Lidap incontra le istituzioni locali per un pro- Action for Policy Research on Mental Disor- getto di collaborazione.
ders per l'individuazione di possibili strategie Moderatori Forum: di intervento e di prevenzione dei disturbi Cinzia Dotti, Emanuela, Rosalba
mentali nella popolazione generale.
Responsabile Reperibilità Telefonica: 24 MAGGIO Parma, Assemblea nazionale
La rivista Pan, per garantire al massi-
dei soci Lidap.
mo l'obiettività dell'informazione,
Responsabile elenco iscritti: 29 MAGGIO Parma, presentazione del libro
lascia ampia libertà di trattazione ai
Paola Rivolta (Monza)
di Francesco Rovetto, Panico. Origini, dinami- suoi collaboratori, anche se non sem-
Addetto stampa e responsabile della che, terapie. Dialogano con l'autore, tra gli pre ne può condividere le opinioni.
comunicazione: Patrizia Arizza (Roma)
altri, la Lidap.
Come effettuare versamenti e sottoscrizioni La segreteria chiuderà dal 28 luglio al 24 ago- 1) c/c postale n° 10494193 intestato a Lidap, sto. Sul sito www.lidap.it nella sezione "Una Via Piandarana, 4 - 19122 La Spezia Via Piandarana, 4 - 19122 La Spezia.
voce amica" troverai i recapiti telefonici degli 2) On-line nel sito www.lidap.it utilizzando il operatori volontari. Le risposte alle e-mail invia-te a info@lidap.it verranno garantite durante SEGRETERIA OPERATIVA servizio "GestPay" di Banca Sella.
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Con l'intento di agevolare sempre più la comu- custoditi presso la sua abitazione. Qualsiasi richiesta Il nostro giornale Pan sarà inviato, oltre che nicazione all'interno dell'Associazione pubbli- o comunicazione, da parte dei soci e non, inerente agli associati, anche a quanti invieranno un chiamo di seguito gli indirizzi e-mail dei membri tali elenchi, dovrà essere inoltrata all'interessata contributo di almeno euro 10,00.
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TB treatment Multi-arm multi-stage trial to identify regimens to include in a phase III trial for shorter treatment of tuberculosis The PanACEA consortium aims to control. A number of interim analyses are The remaining 4 studies that were initially performed during the study to identify shorten TB treatment and consists of

Microsoft word - 1799_vi_2013.doc

Poder Judicial de la Nación Causa Nro. 1799-2012 "C. B. J. s/ medida de seguridad" Interlocutoria Sala VI Juzgado de Instrucción N° 20 ///n la ciudad de Buenos Aires, a los 28 días del mes de noviembre de 2012, se reúnen los integrantes de esta Sala VI y el Secretario autorizante, para tratar la apelación interpuesta a fs. 59/62vta. por la defensa de J. C. B.